Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


martedì 23 agosto 2016

Via Normale alla Torre Conica

Relazione attinente all'arrampicata sulla via Normale alla Torre Conica  ai Piani di Bobbio effettuata in data 26 giugno 2016 da Toso, Mattia e Claudio


Ogni giorno una cima,
ogni sera una sbronza.
[Mauro Corona, I misteri della Montagna,
Mondadori 2015] 

Scarica la relazione in PDF
http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2016/08/Relazione-Torre-Conica.pdf



Due bravi allievi
Itinerario automobilistico: Da Barzio (vedi ubicazione alla fine di questo post) si raggiunge, in pochi minuti, il piazzale della funivia che conduce ai piani di Bobbio. Il costo del biglietto di andata e ritorno della funivia (alla data di questa relazione) è di 12 Euro. Il costo giornaliero del parcheggio è di 3 euro. Scesi dalla funivia si seguono le numerose indicazioni per il Rifugio Lecco (1777 m.s.l.m.). risalendo le piste e raggiungendolo in 15-20 minuti dall'uscita della funivia;

Avvicinamento: Dal Rifugio Lecco (1777 m.s.l.m.) seguire il vallone dei camosci che si apre alle spalle del Rifugio in direzione Nord-Ovest. Si risale la pista da sci tenendo l'impianto di risalita alla propria sinistra, si raggiunge e si supera la stazione di arrivo. Si prosegue, sempre in direzione Nord-Ovest, verso la Torre Conica che oramai diventa sempre più evidente. Si raggiunge una traccia di carrareccia che sale a sinistra in direzione della Torre, poi risalire il canale detritico che scende proprio dalla parete Ovest della Torre Conica, fino a giungere nei pressi dell'attacco;


L'avvicinamento
Dislivello di avvicinamento: 300 m. circa;
Tempistica di avvicinamento: 1 ora circa dall'arrivo della funivia;
Lunghezze:
4;
Dislivello in arrampicata: 60 m. circa;
Quota di partenza (avvicinamento): 1650 m.s.l.m. circa dall'arrivo della funivia ai Piani di Bobbio;
Quota di partenza (arrampicata): 1950 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 2000 m.s.l.m. circa;
Difficoltà: IV+;
Soste: Resinati da unire con cordino;
Esposizione: Sud-Ovest;
Vie di fuga: In doppia dalla via;
Tipo di roccia: Dolomia;
Materiale: Normale dotazione alpinistica per le vie di stampo classico, con tutto il necessario per integrare le protezioni esistenti;
Tempo di arrampicata: 2 ore;
Discesa: Una calata in corda doppia da 60 m. quasi interamente nel vuoto;
Attacco: Alla base dell'evidente ed unico canale che, dal versante Ovest, separa la torre dal suo retro corpo roccioso.



Il pallino indica l'attacco della
via Normale alla Torre Conica
Relazione:

Primo Tiro (IV, 25 m.): Si sale la facile rampa iniziale, ricca di fori e buchi, in direzione dell'evidente camino. La zona è spesso viscida e bagnata e in questi casi le difficoltà che s'incontrano sono sul IV. Se la parete fosse interamente asciutta si potrebbe affrontarla per rampe più facili che si attestano sul III. Il percorso è evidente e ci sono fix e spit che proteggono il necessario. L'uscita sulla cengia ghiaiosa richiede attenzione per la facilità con cui si possono far cadere i sassi. Sosta all'interno del camino su spit (o vecchi chiodi) da unire;



Il primo tiro della via normale
alla Torre Conica
L'uscita dal primo tiro, si noti la cengia
in cui abbondano sassi mobili

Secondo Tiro (IV+, 25 m.): Alla destra della sosta si affronta il diedro su cui troneggia uno spit. Si arrampica in direzione dello spigolo facendo attenzione che la roccia potrebbe essere viscida. Raggiunto lo spigolo si prosegue in traverso con passi esposti, ma protetti. Dopo circa 5 m. di traverso si affronta un camino verticale che richiede movimento atletico ed esposto (IV+) comunque ben protetto. Sosta su pergamo erboso. Due fittoni da unire;



Il diedro iniziale della seconda lunghezza
L'uscita dalla seconda lunghezza



Terzo Tiro (III+, 20 m.): Risalire in verticale sopra la sosta affrontando l'evidente muretto su cui spicca un resinato. Dalla successiva cengia proseguire verso destra (visibile resinato) in traverso facile ma esposto. Conviene stare bassi. Sosta alla sinistra di un canale erboso. Fittoni da unire;



Il traverso del terzo tiro


Il muretto iniziale della terza lunghezza


L'esposto traverso del terzo tiro


Quarto Tiro (IV°, 30 m.): Dalla sosta risalire lo spigolo a destra e poi superare l'infido canale erboso dirigendosi alla successiva paretina. Vincere il primo salto che richiede un passo deciso, dirigendosi verso il resinato. Da qui salire in verticale verso la cima con arrampicata divertente, appigliata (VI), ma sprotetta (possibilità di integrare piuttosto aleatorie). Sosta su resinati uniti da catena e anello di calata;



L'ultima lunghezza
Uscita in cima: Se si sale alla sinistra della sosta, dopo pochi metri di II, si arriva sulla cima vera e propria della Torre Conica. E qui si capisce che, come dice Mauro Corona, dalla cima puoi solo scendere. In cima, praticamente su ogni versante, è presente una catena (più o meno affidabile) per calarsi. Non so quanto valga la pena fare tutte queste manovre di corda... Io, per curiosità, la cima della Conica ci tenevo a vederla, e così ci sono andato per i fatti miei...
La breve paretina che porta sulla vetta
vera e propria della Torre Conica
Discesa: Dall'ultima sosta (alla fine del quarto tiro, con catena e anello di calata) ci si cala sul versante sud con una calata da 60 m. (di cui almeno 50 nel vuoto) da brivido!!! Si arriva, così, alla base della parete Sud della Torre conica. Per ritornare all'attacco basta seguire la traccia di sentiero verso sinistra (faccia a monte).

La calata di 60 m. di cui, almeno 50, nel vuoto


Considerazioni finali: Consigliato concatenarla con la via "Gelida Piapata" alla bastionata del Barbisino (Vedi Relazione). La via descritta in questo post, la normale alla Torre Conica, per le sue peculiarità di difficoltà e di chiodatura è particolarmente adatta ad un corso o a novelle cordate che vogliono affinare le loro esperienze sul mondo verticale. Si badi bene che, per esposizione e per tipologia di arrampicata richiesta (piuttosto atletica) non è da considerarsi una entry level. Ogni lunghezza ha almeno un passaggio che richiede decisione, confidenza con l'esposizione e padronanza del grado, spesso in assenza di protezioni. Quindi, non sottovalutarla (ma questo non dovrebbe essere fatto per nessuna via di roccia), e non farsi trarre in inganno dall'apparente facilità dei gradi.
Fatte le opportune raccomandazioni, veniamo alla via. E' una bella classica. Si svolge in un ambiente stupendo, offre un'arrampicata sempre diversa, spesso esposta, con qualche passaggio strapiombante, sicuramente non difficile, ma che regala soddisfazioni. L'ultima lunghezza (quasi) completamente sprotetta, da inventare...




Riferimenti Bibliografici:

Testi: P. Buzzoni, E. Pesci, Lario Rock pareti, Versante Sud (2011), pp. 250, 251 
http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2016/08/Relazione-Torre-Conica.pdf

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