Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


lunedì 13 novembre 2017

Campanile di Val Montanaia (2173 m.s.l.m.) - Via Normale (Variante)

Friuli Venezia Giulia, Dolomiti Friulane, Cimolais (PN)

Relazione attinente alla scalata sulla via Normale al Campanile di Val Montanaia effettuata in data 12 luglio 2014 da Toso, PMI e Gianlu


Dicevano: "E' così bella che, 
se la guardi troppo, impazzisci!"
Io, forse, ti ho guardata troppo.
[Toso]



Itinerario automobilistico: Dal paese di Cimolais (Vedi Ubicazione al termine di questo post) seguire le indicazioni per Rifugio Pordenone (1249 m.s.l.m.). Si tratta di percorrere, con la macchina, una strada parzialmente sterrata per 15 Km. che risale la Val Cimoliana e che conduce, al suo termine, proprio al parcheggio antistante il Rifugio Pordenone. Dal parcheggio al Rifugio ci vogliono 5 minuti a piedi;

Avvicinamento: Dal Rifugio Pordenone (1249 m.s.l.m.) seguire le indicazioni per il Campanile di Val Montanaia. In sostanza si deve seguire il sentiero n. 353 che risale la vallata seguendo il greto del torrente. Dopo circa 20 minuti si vede l'inconfondibile sagoma del Campanile, quindi si prosegue sempre sul sentiero verso l' "Urlo pietrificato". Dal Rifugio Pordenone all'attacco ci sono circa 700 m. di dislivello (l'attacco della via è posto a 1970 m.s.l.m. circa) e ci vogliono 1ora e mezza circa; 

Dislivello di avvicinamento: 700 m. circa;

Lunghezze: 8;

Dislivello in arrampicata: 200 m. circa;

Quota di partenza (avvicinamento): 1249 m.s.l.m. (Rif. Pordenone);

Quota di partenza (arrampicata): 1970 m.s.l.m. circa;

Quota di arrivo: 2173 m.s.l.m. vetta del Campanile di Val Montanaia;

Difficoltà: V;

Soste: Quasi tutte attrezzate a fittoni resinati da unire con cordino;

Esposizione: Sud-Sud/Ovest;

Vie di fuga: Dalla cengia alla fine del 6° tiro ci si può calare in doppia;

Tipo di roccia: Dolomia;

Materiale: Normale dotazione alpinistica (portare protezioni veloci, nuts e; friends);

Tempo di arrampicata: Noi abbiamo iniziato alle 09.00 e siamo arrivati in vetta alle 13.00;

Discesa: In corda doppia con 4 calate, 2 delle quali sul versante Nord;

Attacco: L'attacco della via è posizionato sul versante Sud-Ovest del campanile alla fine di un'evidente rampa che si percorre senza legarsi. Dal sentiero di avvicinamento si segue una traccia di sentiero che conduce proprio all'attacco della via;


Il pallino rosso indica l'attacco della via


La freccia rossa indica la rampa d'attacco alla
via Normale al Campanile di Val Montanaia (non 

salire, quindi, nell'evidente camino di sinistra)

Relazione:

Primo Tiro (IV, 25m.): Si risalgono le facili rocce posizionate alla destra dell'evidente fessura-camino. Si prosegue in direzione sinistrorsa fino a portarsi sopra l'avamposto roccioso da cui si è partiti. Lunghezza logica sul IV. Presenza di due chiodi. Si sosta su comodo ballatoio su due fittoni resinati;


Il primo tiro
Toso e Marco alla prima sosta
Secondo Tiro (IV, 30m.): Dalla sosta ci si sposta per alcuni metri a sinistra seguendo delle facili rocce in direzione di un tettino aggettante alla base del quale vi è un chiodo. Si vince il tetto con passo atletico ma non difficile (IV), poi la via prosegue sulla direttrice logica verticale per alcuni metri e poi ci si sposta leggermente a sinistra fino a raggiungere la sosta posizionata su comoda cengia e costituita da due resinati;


La prima parte della seconda lunghezza
Il Gianlu in azione sul secondo tiro

La PMI sulla seconda lunghezza
Qualora il secondo tiro non vi piaccia...
La parte finale della seconda lunghezza

Terzo Tiro (IV, 30m.): Dalla sosta risalire l'evidente diedro sulla sinistra, seguirlo interamente fino a raggiungere una rampa che sale sulla sinistra, risalirla e arrivare in sosta su due chiodi;


Il terzo tiro
Il terzo tiro visto dall'alto

Quarto Tiro (IV+, 25m.): Proseguire alla sinistra della sosta per un paio di metri risalendo la facile rampa, fino a raggiungere un aggetto che precede un accennato diedro. Vincere l'aggetto con un passo atletico (IV+) e poi risalire il diedro fino al suo termine con progressione logica sul IV. Si arriva, quindi, su un comodo ballatoio ove si trova una sosta a resinati posizionata proprio alla base di un'evidente fessura che caratterizzerà il tiro chiave della via. (Volendo si può concatenare questa lunghezza con la successiva);


La facile rampa alla sx della sosta
Il passo atletico (IV+) per vincere l'aggetto

Quinto Tiro (V, 45m.): E' il trio chiave della via ed è caratterizzato dalla fessura che sale alla destra della sosta. Oppone un solo passo di V, da proteggere con un friend, che però è reso critico dal fatto di essere particolarmente unto. Vinta la difficoltà iniziale l'arrampicata prosegue sulla fessura con progressione più facile (IV), al termine della fessura ci si porta sull'evidente cengia e si prosegue in direzione sinistra, seguendo la cengia. Esposta, ben protetta e non particolarmente difficile. Si arriva in sosta su due resinati alla base di un evidente diedro. (Si può sostare alcuni metri prima su due cordoni su clessidra, nel caso di sovraffollamento della sosta).
Alcune relazioni gradano il passo chiave IV+. Per dirimere il dubbio basti questa acuta citazione tratta dal meraviglioso libro "Corde gemelle" dei fratelli Dragosei: "Il più difficile quarto di tutti i quinti della mia vita.";


Il quinto tiro, caratterizzato dalla
fessura con un passo (unto) di V
GM al termine delle difficoltà del quinto tiro

Sulla cengia del quinto tiro


La cengia della quinta lunghezza




Sesto Tiro (IV+, 35 m.): Risalire il diedro soprastante la sosta. Considerando che la partenza è aggettante è richiesto un movimento atletico (IV+, un po' unto), poi le difficoltà si abbattono e si prosegue con arrampicata logica fino a raggiungere una larga cengia detritica e si prosegue camminando in direzione sinistrorsa fino a raggiungere una sosta su fittoni (S6);


La partenza aggettante del sesto tiro
La cengia del sesto tiro

Settimo Tiro (IV, 30 m.): Dalla sosta si risalgono le rocce seguendo un'arrampicata logica e piuttosto facile (cordino metallico sulla destra a pochi metri dalla sosta). Poi si va in direzione di un evidente intaglio nella roccia con progressione divertente. Sosta su fittoni alla base di un accennato canale (Attenzione perché si è proprio sulla direttrice di eventuali sassi che potrebbero cadere, spostati da chi si cala in doppia);


La partenza della settima lunghezza


La prima parte del sesto tiro
La PMI da prima per la prima volta in ambiente


La sosta del settim tiro alla base del
canale-rampa terminale del Campanile
Ottavo Tiro (III+, 30 m.): Risalire l'evidente rampa fino ad arrivare in vetta al Campanile. Soste cementate;


La rampa finale che conduce in vetta


Discesa:
Prima calata: Dalla sosta sommitale scendere in corda doppia, lungo la linea di salita degli ultimi due tiri. Calata di 50 m., si arriva ad S6 sulla cengia;
Seconda calata: Da S6 ci si sposta sulla cengia verso sinistra (faccia a monte) fino ad incontrare gli ancoraggi, uniti da una pletora di cordini, dove si attrezza la seconda corda doppia. Questa è la famosa calata Piaz e avviene buona parte nel vuoto. Emozionante. Doppia di circa 40 m. fino ad una evidente spaccatura ove ci sono gli ancoraggi per l'ultima doppia;
Terza calata: Doppia di circa 30 m., anche questa buona parte nel vuoto, al termine ci si ritrova alla base del campanile, in un intaglio roccioso tra il campanile stesso ed un corpo roccioso. 
Dall'intaglio, scendere in direzione Est (sinistra faccia al campanile), lungo un detritico canale che, nel volgere di 15 minuti, riconduce nei pressi dell'attacco.

Considerazioni finali: La salita al Campanile di Val Montanaia rappresenta una sorta di must per ogni alpinista. Il mito del Campanile di Val Montanaia alligna in molteplici ragioni: l'affascinante storia della prima ascensione, il peculiare isolamento (anche conoscitivo) delle dolomiti friulane, le pagine dei libri di Mauro Corona e, non ultimi, una certa eleganza e bellezza, dovuta anche al vanesio solipsismo, dell'Urlo Pietrificato.
Da un punto di visto strettamente tecnico, l'arrampicata lungo la via descritta in questo post (che in realtà è una variante, più logica ed intuitiva, della via normale) non oppone particolari difficoltà alpinistiche. Si tratta di un'arrampicata che non supera mai il IV grado, fatto salvo per il passo chiave del quinto tiro, piuttosto atletica, divertente, a tratti (molto) esposta, che rievoca le classiche scalate dei primi del '900. Le difficoltà del passo chiave (che con buona pace di qualsiasi detrattore è di V) insistono sul fatto che la fessura è sprotetta, anche se proteggibile a friend, e sulla roccia saponosa per i numerosissimi passaggi.   
Si tratta, pertanto, di un'ascensione veramente piacevole, non particolarmente impegnativa, ma che non deve essere assolutamente sottovalutata. In buona sostanza, richiede esperienza. Esperienza nel leggere la via, nell'utilizzo delle protezioni veloci, nel muoversi con disinvoltura tra cenge e tetti esposti, nell'attrezzare le calate in corda doppia da svolgersi gran parte nel vuoto. Via, quindi, adatta ai neofiti solamente se accompagnati dai genitori e che, per gli alpinisti esperti, sa regalare piacere ed emozioni pur non opponendo difficoltà estreme o pericoli mortali. "Eh si, devo confessare che così il rischio è ridotto quasi a zero. A momenti rimane solo il divertimento… e neppure poco. Insomma, come fare il numero al trapezio con la rete sotto, senza neanche rischiare la pelle. Immagino lo scandalo dei mille Soloni dell'alpe, quelli che hanno decretato che con la rete non c'è gusto. Quelli che tolgono le reti, e poi, se qualcuno casca, pazienza! [..] Be', com'era? Mah, non troppo bella: ci siamo divertiti…" (Francesco & Roberto Dragosei, Corde Gemelle, CDA & VIVALDA EDITORI, 2008, p. 96);

Due virgulti alpinisti alla loro prima ascensione
Riferimenti Bibliografici: La bibliografia attinente al Campanile di Val Montanaia è vastissima. Nella pagina internet di seguito indicata, si possono trovare alcuni interessanti articoli ed approfondimenti.

http://www.archivioteca.it/campanile-di-val-montanaia/