Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


venerdì 12 gennaio 2018

Cascata Castello Incantato - Parco del Mont Avic

Cascata Castello Incantato, Parco del Mont Avic, Valle di Champdepraz (AO), Valle d'Aosta

Relazione relativa all'ascensione sulla cascata di ghiaccio "Castello Incantato" nel Parco del Mont Avic, effettuata in data 29 gennaio 2017 da Toso, PMI, Gianlu + Coniugi



"I corvi imperiali [..] si tengono per sempre la stessa compagna.
 Vivono cento e passa anni, fanno l’amore e le loro baruffe,
 ma stanno insieme e niente, se non la morte, li separa."

[Mauro Corona, da La voce degli uomini freddi, 
Mondadori (2013), p. 104]

Dati Tecnici Ascensione: La cascata di ghiaccio "Castello Incantato" in Valle di Champdepraz è caratterizzata da due parti ben distinte di arrampicata. La prima parte è piuttosto facile ed è caratterizzata, sostanzialmente, dalla risalita di un torrente ghiacciato con qualche sbalzo più ripido. La seconda parte, invece, è più impegnativa ed offre diverse linee di scalata che, a seconda dei casi, oppongono difficoltà crescenti da destra verso sinistra (faccia a monte). La prima parte è comune a qualsiasi linea si decida di approcciare nella parte alta. Quella che di seguito andremo a leggere è la relazione dell'ascensione alla cascata di ghiaccio "Castello Incantato" di destra (la più facile). Per completezza d'informazioni, si precisa che le altre due linee di salita sono denominate Fata Morgana (linea centrale) e Fata Turchina (a sinistra, faccia alla cascata).    

Le tre linee di salita della parte alta della cascata.
Da sx verso dx: Fata Turchina, Fata Morgana e
Castello Incantato



La linea di salita di Castello Incantato
(descritta in questo post)


Percorso automobilistico: Risalire la valle di Champdepraz fino a giungere alla frazione Covarey (vedi Ubicazione al termine di questo post), ove si posteggia la macchina.

Avvicinamento: Dal parcheggio si sale sulla strada asfaltata, si supera il complesso dell'Hotel Parc Mont Avic e si arriva nei pressi del cartello che indica "La Ville", ovvero il paese vero e proprio di Covarey. Non entrare nel paese, ma seguire la strada sterrata a sinistra per le indicazioni Rifugio Barbustel e Col de Lac Blanc. Dopo pochi minuti si passa sotto una falesia, si prosegue sempre sulla sterrata fino a quando s'incontra dei cartelli indicatori per  Rifugio Barbustel e Col de Lac Blan. Si scende, quindi, sulla stradina di sinistra, abbandonando la sterrata principale percorsa fino a quel punto. Si supera un ponte sul torrente Chalamy al termine del ponte si va a sinistra e poco dopo s'incontra l'attacco della cascata Castello Incantato. (15 minuti dal parcheggio della macchina);

Dislivello Complessivo: - 100 m. per l'avvicinamento e 300 m. per la cascata;

Lunghezze: 8;

Quota di partenza (avvicinamento): 1267 m.s.l.m. circa; 

Quota di partenza (cascata): 1.150 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 1.4500 m.s.l.m. circa; 
Tempistica: 30 minuti per l'avvicinamento;
3,5 ore per la cascata;
mezz'ora per la discesa;
20 minuti per tornare al parcheggio dalla base della cascata;
Discesa: Al termine della cascata s'imbocca una labile traccia di sentiero che costeggia la cascata sulla destra orografica;
Attrezzatura: Normale Dotazione Alpinistica per arrampicata su cascate, ovvero ramponi, 2 piccozze da cascata, imbrago, casco, corda e chiodi da ghiaccio;
Periodo Consigliato: Gennaio, febbraio;
Difficoltà: 3+;
Esposizione: Nord;
Soste: Alcune su albero, altre da attrezzare con le viti sul ghiaccio;
Punti di Appoggio: Nessuno;
Vie di fuga: Tra la prima e la seconda parte, c'è un'uscita a destra (faccia a monte) che consente di ritornare alla base per labili tracce di sentiero sulla sinistra orografica della cascata. Da qui, solitamente, entrano coloro i quali vogliono fare solamente la seconda parte della cascata; 
Relazione:
Primo Tiro (60°, 2, 60 m.): Si risalgono i facili balzi ghiacciati percorrendo il fondo del torrente fino al termine della corda. Sosta su albero. Lunghezza che non oppone particolari difficoltà; 

L'attacco della cascata Castello Incantato
La prima, facile, lunghezza
Secondo Tiro (60°, 2, 55m.): Ancora risalti su percorso evidente. Sosta su albero (o da attrezzare su viti) alla base di un primo evidente muro ghiacciato. Lunghezza simile alla precedente dalle difficoltà contenute;


La seconda lunghezza di Castello Incantato
Terzo Tiro (70°, 2+, 50m.): Si risale il muro verticale che si staglia davanti alla sosta, affrontandolo per la linea di salita che si ritiene più consona. Si tratta di un muro verticale sui 70° alto una decina di metri. Vinto il muretto, la pendenza si abbatte e si prosegue sul fondo del torrente fino al cospetto del muretto successivo. Sosta su viti alla base di questo muro glaciale;

Il muro verticale che caratterizza la terza lunghezza
Attrezzare una sosta alla base del successivo
muro verticale


Quarto Tiro (80°, 3, 40m.): Si affronta il bel muro glaciale che oppone pendenze di poco superiori a quelle della lunghezza precedente. L'altezza del salto è di circa 10 metri, al termine dei quali le difficoltà diventano più contenute e, per facili risalti glaciali, si prosegue fino ad attrezzare una sosta su albero o su viti;



Il muro glaciale della prima parte
della quarta lunghezza (Foto Gianlu)
La facile seconda parte del quarto tiro


Quinto Tiro (70°, 3-, 40m.): E' la lunghezza che consente di scegliere quale linea di salita affrontare. Nel nostro caso abbiamo optato, per evidenti ragioni di presenza di ghiaccio (vedasi foto) per Castello Incantato di destra. Si vince, pertanto, il muretto glaciale sulla destra che oppone difficoltà contenute per un salto non superiore ai 5 metri. Poi si prosegue, in direzione delle evidenti colate di destra, affrontando facili risalti glaciali. Sosta alla base dell'evidente lungo muro glaciale su albero o su viti.

Il Toso sul muretto del quinto tiro
(Foto Gianlu)

Il muretto glaciale della quinta lunghezza



Sesto Tiro (80°, 3, 40m.): Risalire l'evidente colata glaciale caratterizzata da un alto muro verticale. Giunti al termine mantenere la sinistra e uscire su pendenze più blande fino a fare sosta alla base di un successivo muretto. Sosta su ghiaccio e viti.

L'evidente colata glaciale del sesto tiro
L'arrivo in sosta del sesto tiro della PMI
Gianlu impegnato a "spiccozzare" sulla
sesta lunghezza



Settimo Tiro (75°, 3-, 30m.): Ignorare la colata di destra (rappresenta una possibile variante di pari difficoltà) e proseguire per le balze glaciali che s'ergono alla sinistra di alcune evidenti barre rocciose. Alcuni brevi muretti, che non oppongono pendenze particolarmente impegnative, conducono alla base di un ultimo salto verticale ove si attrezza una sosta su viti;

La settima lunghezza si sviluppa sulla colata
di sinistra (a destra variante parigrado)
Cascatisti sulla variante di destra della
settima lunghezza




Ottavo Tiro (85°, 3+, 50 m.): Salire il muro che s'erge proprio davanti alla sosta scegliendo la linea che si ritiene più opportuna anche sulla base della consistenza del ghiaccio. Si consideri che, a circa 3/4 di parete ghiacciata, si può piegare a sinistra, su quella che si presenta come una sorta di cengia glaciale che, in diagonale sinistrorsa, conduce al termine della cascata. Diversamente, come abbiamo fatto noi, proseguire nella scalata in direzione verticale fino a giungere al termine del muro. A questo punto le pendenze si abbattono e si prosegue sul fondo del torrente fino a fare sosta su uno dei numerosi larici.
Il Toso sull'ultima lunghezza
(Foto Gianlu)

La Iena impegnata sull'ottavo tiro
La Iena sta per affrontare la cengia glaciale
in diagonale sinistrorsa
Le due alternative della settima lunghezza:
Il Dami sta andando a sinistra sulla cengia glaciale,
la linea verde indica la variante diretta. Le
difficoltà sono, all'incirca, le medesime





Discesa: Alla destra orografica del torrente (sinistra faccia alla cascata) si rinvengono le tracce di un ripido sentiero che, costeggiando la cascata, in circa 15-20 minuti riporta all'attacco.


Foto Gianlu




Considerazioni finali: La cascata Castello Incantato nella valle di Champdepraz è una cascata molto adatta ai neofiti. Come visto, offre molteplici possibilità di salita, sia per quanto riguarda le tre linee classiche rappresentate da Castello Incantato in senso stretto (variante di destra, più facile), Fata Morgana (linea centrale, più impegnativa) e Fata Turchina (linea di sinistra, decisamente più articolata che, oltre ad opporre difficoltà tecniche maggiori, richiede anche una buona conoscenza di lettura del ghiaccio). Oltre a ciò, all'interno di queste tre linee di salita, si possono "inventare" altre piccole varianti (che solitamente mantengono le medesime difficoltà tecniche) che permettono di rendere la scalata sempre interessante. Quella relazionata in questo post rappresenta, pertanto, solo una delle tante alternative che si possono fare scegliendo di scalare la linea di Castello Incantato di destra. Si consideri, quindi, che le indicazioni sulle lunghezze dei tiri (non essendoci delle soste già prefissate) sono assolutamente indicative e attengono all'effettiva lunghezza del tiro da noi fatta in funzione di numerosi fattori, non ultimo, anche, l'affollamento della cascata. Si consideri, inoltre,  che, in linea di massima, le indicazioni sul grado di difficoltà riportato per ogni lunghezza di corda, corrispondono approssimativamente anche con le rispettive varianti. 

Pe tutte queste ragioni la cascata Castello Incantato, a mio parere, rappresenta un interessante approccio al mondo del ghiaccio verticale.