Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


venerdì 27 dicembre 2019

Monte Pilan (828 m.s.l.m.) e Monte Sautinden (596 m.s.l.m.)

Isole Lofoten, Isola Austvagoya, Norvegia

Relazione della salita scialpinistica alla Cima del Monte Pilan (828 m.s.l.m.) e alla vetta del Sautinden (596 m.s.l.m.), ascensione effettuata il 25 febbraio 2018 da Toso, PMI, Claudio & Coniugi 



L'importante non è vincere. 
Vincere è l'unica cosa.
[Theodore Dobias, ex maggiore dei Marines, 
docente della NYMA, istruttore di Donald  Trump.
Tratto da "Trump: vita di un presidente contro tutti",
Gennaro Sangiuliano, Mondadori 2017]

Il villaggio di Laupstad


Località di Partenza: Da Svolvaer percorrere tutta la E10 in direzione Nord fino a Laupstad (Vedi Ubicazione al termine di questo post), circa 19 km. Appena entrati nel paese di Laupstad, imboccare la prima strada a sinistra subito dopo il cartello di Laupstad. La strada passa davanti ad alcune abitazioni e termina in una piazzola dove sorge una casetta in legno, rossa, che funge da garage. Lasciare l'auto ove consentito;

La cartina con indicato in rosso il
punto di partenza, in blu il percorso
di salita al Pilan ed in verde il
percorso di salita al Sautinden


Località di Arrivo: Sommità dei Monti Pilan (828 m.s.l.m.) e Sautinden (596 m.s.l.m.);

Dislivello: 828 m. circa alla cima Pilan + 250 m. circa alla vetta del Sautinden; 

Tempistica: 2 ore fino alla vetta del Pilan, poi discesa e altri 45 minuti fino alla vetta del Sautinden; 

Difficoltà: MS;

Esposizione: Sud/Est per il Pilan e Ovest per il Sautinden;

Punti di Appoggio: Nessuno;

Materiale: Normale dotazione scialpinistica, piccozza e ramponi molto consigliati;

Traccia GPS: Per l'anabasi al Pilan qui trovi la traccia GPS della salita.
Per l'anabasi al Sautinden, qui trovi la traccia GPS del percorso di salita.

Discesa: Per entrambe le cime la discesa si sviluppa lungo l'itinerario di salita.




Relazione:
Dalla piazzola (o stradina) dove si è posteggiata la macchina, si distingue chiaramente, guardando verso Nord/Ovest la vetta del Pilan. La vetta s'erge proprio sopra un bosco d'abeti.


La piazzola di sosta e l'autorimessa rossa. Da qui
inizia la scialpinistica sul Monte Pilan


La vetta del Pilan sorge proprio sopra un bosco
di abeti

Il percorso di salita, però, non punta direttamente alla vetta del Pilan, ma dalla macchina si deve andare verso destra (guardando il Pilan) entrando nell'ampio falsopiano. Si supera un corso d'acqua (avvallamento) e si prosegue verso sinistra, andando in direzione del Pilan, entrando in un'ampia ed evidente valle ove, tra gli alberi, si destreggia quella che pare essere una traccia di salita.


Dalla macchina di deve puntare a destra e imboccare
un ampio falsopiano, per poi risalire a sinistra
seguendo un'evidente valle


Il Falsopiano iniziale


Si supera un torrente
Alle spalle di Claudio si distingue la valle da
imboccare per l'inizio della salita al Pilan

Risalire il pendio che si destreggia tra gli arbusti fino a quando la pendenza si abbatte. Qui si distinguono chiaramente i piloni dell'alta tensione. Risalire il  ripido pendio di destra rispetto a questi piloni. 


L'evidente traccia di salita della prima parte
della gita






Al termine di questo secondo tratto ripido si scollina la dorsale e da qui il percorso alla cima diventa piuttosto evidente.




La iena
Un vichingo...


Percorso logico fino in cima al Pilan

Si prosegue, pertanto, a vista fino alla sella tra la cima vera e propria (che si trova alla nostra sinistra faccia a monte) e l'anticipa sulla destra (che poi sarebbe la vetta scialpinistica del Pilan).


Il Vichingo incalza...


Scorci
Il percorso di salita fino alla sella tra la cima del
Pilan (a sx) e la vetta scialpinistica (a dx)

Giunti alla sella si prosegue verso destra (faccia a monte) e in pochi metri si raggiunge la cima scialpinistica del Monte Pilan. Valutare, in base all'innevamento, se doppiare la vetta con gli sci o con i ramponi (come abbiamo fatto noi).



Foto di rito sull'anticima del Pilan
La sella e la vetta del Pilan riprese dalla
cima scialpinistica

L'anticima del Pilan
Dalla cima del Monte Pilan (828 m.s.l.m.), volgendo lo sguardo a Est (alle spalle rispetto alla salita appena compiuta) si può osservare la cime del Monte Sautinden. Ed è assolutamente normale pensare di farci una capatina prima di terminare la gita…

In blu la discesa dal Pilan, in rosso il percorso
di salita al Sautinden
Discesa dal Pilan e salita al Monte Sautinden (596 m.s.l.m.): 

Si scende lungo l'itinerario di salita raggiungendo l'evidente sella tra il Pilan ed il Sautinden. Giunti nei pressi di un traliccio dell'alta tensione, si ripella e si inizia a salire il crinale del Sautinden. 





La linea di salita al Monte Sautinden

Inizialmente si affronta un lungo traverso che conduce verso un evidente spallone che andrà risalito completamente. 


La linea di salita vista dall'alto

Al termine dello spallone ci si ritrova su un falsopiano che dopo pochi minuti conduce in vetta al Sautinden.


Il falsopiano al termine dello spallone
Dalla cima del Sautinden si gode di uno scorcio
incantato sul Hadselfjorden
L'arrivo in vetta al Sautinden di Claudio

La vista dalla cima del Sautinden è straordinaria e, pur essendo una cima più bassa del Pilan, consente di godere di una splendida panoramica sul Austensfjord. Stupendo!




Discesa:

La discesa avviene lungo l'itinerario di salita.

La prima parte della discesa l'abbiamo fatta su polvere, poi su neve dura, ma comunque decente.




Considerazioni finali:


Il Pilan è la montagna che attrae di più in questa zona, in quanto è la più alta e la sua conformazione è proprio vocata per lo scialpinismo. Offre un percorso di salita evidente, abbastanza lineare e sostanzialmente privo di difficoltà. Gli scenari sono straordinari e, mano a mano che si sale, la bellezza dei panorami toglie il fiato. Nella zona, però, come dicevo, non c'è solo il Pilan. Alla sua destra (faccia a monte mentre si sale) ci sono una o due vette, un po' più aguzze, un po' più lontane e apparentemente più impegnative, che meriterebbero sicuramente una visitina.
Il Sautinden, invece, viene ingiustamente trascurato per il fatto che è piuttosto basso ed ha una forma alquanto appiattita. La sua salita, da farsi, come consigliato in questo post, unitamente al Pilan, sa regalare, altresì, delle soddisfazioni e dei panorami insperati. 




Dal Diario di viaggio del Toso: Anche oggi abbiamo trovato condizioni di neve ventata e lastre di ghiaccio molto insidiose. Durante la salita abbiamo trovato tre ragazzi (due maschi e una donna) norvegesi che salivano. Uno di questi, il vichingo, era particolarmente forte. Abbiamo ingaggiato una sfida con lui e l'abbiamo vinta solamente perché il vichingo non sapeva di essere in gara…
La discesa dal Pilan non è stata male, ma neppure indimenticabile…
Fino ad oggi, la salita al Sautinden è stata la più bella.





Bibliografia: F. Pasini, Norvegia: Lofoten, ski e kayak, itinerari di sci alpinismo e kayaktrip, ed. Geoantropo, p. 37