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domenica 16 agosto 2026

Via DiroDero alle Placche di Val Collina

Alpi Carniche, Timau (UD), Friuli

Relazione attinente all'arrampicata sulla via di roccia "DiroDero" alle Placche Val di Collina effettuata in data 12 luglio 2026 da Toso, GM e Falvio. Precedenti ascensioni: 16 agosto 2024 con Chiarini

"[...] era veramente raro scegliere vie con difficoltà inferiori al V
perchè altrimenti "erano giorni persi."
[Franco Soave, Pierluigi Bini, quando eravamo rotti e stracciati,
su Le Alpi Venete, primavera-estate 2025, p. 41]

Il tracciato, indicativo, della via DiroDero

Itinerario automobilistico: Da Timau (Vedi Ubicazione al termine di questo post) si sale in direzione del Passo di Monte Croce Carnico. Giunti al terzo tornante, abbandonare la strada asfaltata e, sempre con la macchina, risalire la strada forestale fino al suo termine (circa 20 minuti) nei pressi della Casera Val di Collina;

Avvicinamento: Dalla Casera Val di Collina, imboccare l'accennato sentiero in direzione del bosco alla base delle evidenti placche calcaree. Arrivati alla base delle rocce, seguire, per una decina di metri, il sentiero a destra. La via Dirodero è l'ultima a destra della parete, si identifica da un cordone su clessidra e poi inizia la linea degli spit;

Dislivello di avvicinamento: 50 m. circa;

Tempistica di avvicinamento: 10 minuti circa;

Lunghezze: 4;

Dislivello in arrampicata: 100 m. circa;

Quota di partenza (avvicinamento): 1445 m.s.l.m. Casera Val di Collina;

Quota di partenza (arrampicata): 1500 m.s.l.m. circa;

Quota di arrivo: 1600 m.s.l.m.;

Difficoltà: 6a;

Soste: Resinati da unire;

Esposizione: Sud;

Vie di fuga: In doppia dalla via;

Tipo di roccia: Calcare;

Materiale: Normale dotazione alpinistica per le vie multipitch di tipo plasir. Portare anche un paio di friend medio-grandi;

Tempo di arrampicata: 1,5 ore;

Punti di appoggio: Strutture di accoglienza al paese di Timau, al Passo Monte Croce Carnico ed eventualmente Rifugio Marinelli (2122 m.s.l.m.);

Discesa: 2 calate in corda doppia lungo la via di salita;

Attacco: L'attacco della via "DiroDero" alla Placche di Val Collina si identifica perchè è l'ultima linea degli spit, a destra della parete, inoltre vi è un cordone su una clessidra come prima protezione prima che inizino gli spit;

La clessidra dell'attacco della via DiroDero
alle Placche di Val Collina

Relazione
Primo Tiro (6a, 20 m.): Risalire l'articolata parete seguendo la linea degli spit posta in verticale sopra la clessidra d'attacco. Mano a mano che si sale, la parete diventa leggermente aggettante, e richiede un'arrampicata fisica e decisa, con un'uscita convinta. Forse un 6a+ ci poteva anche stare. La distanza tra gli spit di questa lunghezza è da falesia. Sosta su due resinati da unire (S1).
Variante al Primo Tiro (6c, 20 m.): A sinistra della clessidra, si dirama un'altra linea di spit che porta alla stessa sosta (S1) e che richiede un'arrampicata più impegnativa (6c). Questa è stata la prima linea originale degli apritori. Questa variante non è stata provata da chi scrive.


La prima lunghezza


L'uscita dal primo tiro

Secondo Tiro (5c, 30m.): Risalire la placca liscia posta sopra la sosta che richiede un'arrampicata tecnica d'aderenza (5c), raggiunto lo spigolo, arrampicare in direzione di un evidente diedro-camino. Affrontare e vincere il diedro-camino con arrampicata tecnica (5c), avendo cura di proteggersi con un friend medio-grande in quanto lo spit è piuttosto distante. Potrebbe risultare utile proteggere (con un cordino) anche l'uscita dal diedro, che avviene su rigola leggermente aggettante. Sosta su due resinati da unire (S2);

La liscia placca della seconda lunghezza

Il secondo tiro visto dall'alto

Terzo Tiro (5a, 20m.): Risalire la bella fessura posta sopra la sosta con direzione destrorsa. Primo spit piuttosto lontano, conviene, quindi, proteggere la prima parte della fessura con friend medio. Poi la via prosegue su placche, fessure e rigole fino ad arrivare in sosta su due resinati da unire (S3);

La fessura del terzo tiro

La prima parte del terzo tiro visto dall'alto


L'uscita della terza lunghezza su rigole

Quarto Tiro (5c, 20m.): Dalla sosta andare a destra e risalire la splendida placca soprastante fino a raggiungere un sistema di rigole meravigliose. Arrampicarle fino a giungere in sosta (S4). Dalla sosta S3 è anche possibile arrampicare in verticale verso un evidente spit (quindi non andando a destra) che poi riporta alla successiva linea di salita. In questo caso, il passo richiesto è tecnico su gocce e si attesta sul 6a. Se si segue la linea a destra, invece, la difficoltà è di 5c. In ogni caso, la distanza tra gli spit è da falesia. Entrambe le soluzioni sono state provate da chi scrive. 

La prima parte della quarta lunghezza

Le meravigliose rigole dell'ultimo tiro

Discesa:
Prima calata: Da S4 fare una calata in corda doppia da 45m. fino a S2;
Seconda calata: Da S2 fare una calata da 50m. fino alla base.


Considerazioni finali: La via DiroDero alle Placche di Val Collina è, a mio parere, il vero gioiellino di questa parete. Sa coniugare, infatti, l'impegno fisico del primo tiro, con l'arrampicata tecnica della seconda lunghezza e il divertimento puro, della progressione su stupende rigole calcaree, degli ultimi due tiri. Via divertente, assolutamente consigliata, da coniugarsi, eventualmente, con altre della parete, come la De Infanti-Simonetti di destra (Vedi relazione). Come indicato nella relazione, conviene portarsi un paio di friend medi, per proteggere alcuni passi insidiosi nella seconda e terza lunghezza. E' una via che, nonostante la sua brevità, non lascerà delusi se non nel fatto che si vorrebbe che ci fossero ancora, almeno, un paio di tiri in più. Magari su rigole carsiche. 




Riferimenti bibliografici: 
Attenzione, la parete delle Placche di Val Collina è stata oggetto di un'ottima manutenzione negli anni 2021-2022 e il miglior riferimento aggiornato sulle relazioni di tutte le vie della parete lo si trova sul sito di arrampicarnia.
Le guide cartacee, pubblicate prima della manutenzione, ovviamente, non sono aggiornate e potrebbe, quindi, risultare complicato individuare il giusto tracciato della via che si è scelto di fare. Tuttavia, le vie della parete sono tutte connotate da un carattere sportivo che le rende abbastanza interscambiabili. Si riportano, quindi, i rifermenti delle vecchie guide.

Testi: C. Piovan, E. Zorzi, S. D'Eredità, Alpi Carniche, Alpi Giulie, Alpine Studio e CAI Ed., Lecco 2016, p. 224;
E. Zorzi, C. Piovan, S. D'Eredità, IV grado e più Friuli occidentale, Idea Montagna ed., pp. 306 e ss.

Opuscoli: Karnisch Alpin Climbing Guide, opuscolo edito dall'Azienda di promozione turistica di Kotschach-Mauthen, 2010, p. 21;

Passo di Monte Croce Carnico, itinerari di arrampicata, opuscolo realizzato dalla Scuola di alpinismo e sci alpinismo Guide Alpine del Friuli- Venezia Giulia, ed. Moro, Tolmezzo, 2000;

Cartine: Alpi Carniche, Carnia Centrale, Tabacco ed., Foglio n. 09, 1:25.000;



martedì 3 novembre 2020

Via De Infanti alle Placche di Val Collina

Alpi Carniche, Timau (UD), Friuli

Relazione attinente all'arrampicata sulla via di roccia "De Infanti" alle Placche Val di Collina effettuata in data 22 agosto 2020 da Toso e Ste. Precedenti ascensioni: 4 ottobre 2017 con Luca e 10 settembre 2019 con Elenute 

Avevo le sue stesse passioni. 
Vita all'aria apera, caccia, pesca,
arrampicate, boschi e…
più tardi, ma non tanto, il vino.
[Mauro Corona, L'ultimo sorso, Mondadori 2020, p. 65]


Le Placche di Val Collina 

Itinerario automobilistico: Da Timau (Vedi Ubicazione al termine di questo post) si sale in direzione del Passo di Monte Croce Carnico. Giunti al terzo tornante, abbandonare la strada asfaltata e, sempre con la macchina, risalire la strada forestale fino al suo termine (circa 20-30 minuti) nei pressi della Casera Val di Collina;

Avvicinamento: Dalla Casera Val di Collina, imboccare l'accennato sentiero in direzione del bosco alla base delle evidenti placche calcaree. Seguire, per una decina di metri, il ripido sentiero a sinistra. La via De Infanti-Simonetti è l'ultima linea degli spit a sinistra della parete. 10 minuti dal parcheggio;

Dislivello di avvicinamento: 50 m. circa;

Tempistica di avvicinamento: 10 minuti circa;

Lunghezze: 4;

Dislivello in arrampicata: 100 m. circa;

Quota di partenza (avvicinamento): 1445 m.s.l.m. Casera Val di Collina;

Quota di partenza (arrampicata): 1500 m.s.l.m. circa;

Quota di arrivo: 1600 m.s.l.m.;

Difficoltà: 5b;

Soste: Resinati da unire;

Esposizione: Sud;

Vie di fuga: In doppia dalla via;

Tipo di roccia: Calcare;

Materiale: Normale dotazione alpinistica per le vie multipitch di tipo plasir. Portare cordino per unire i resinati alle soste ed il materiale per le calate in corda doppia;

Tempo di arrampicata: 1,5 ore;

Punti di appoggio: Rifugio Marinelli;

Discesa: 2 calate in corda doppia dal versante di salita, oppure da traccia di sentiero alla fine della via;

Attacco: L'attacco della via "De Infanti-Simonetti" alla Placche di Val Collina è identificabile da un fix che troneggia proprio sopra una facile rampa destrorsa ed una evidente fessura. Fare attenzione a seguire la linea di spit più a sinistra che ci sia. E' possibile, infatti, confondersi con la "via Centrale", pochi metri più a destra;

L'attacco della via De Infanti-Simonetti

Relazione:

Primo Tiro (5b, 25 m.): Andare verso il fix e proseguire ancora verso destra per poi puntare in verticale verso il fix successivo. Al terzo fittone c'è il passo chiave (5b) che richiede un movimento di aderenza, equilibrio e allungo (possibilità di A0). Poi proseguire su placche e rigole, con arrampicata più facile, fino alla sosta (2 fix da unire) che si trova su una caratteristica conformazione rocciosa a forma di vasca tipica delle rocce calcaree;

Sul passo chiave
Il primo tiro visto dall'alto



Secondo Tiro (4b, 25 m.): Salire in verticale su roccia lavorata a rigole e fessure. Arrampicata facile e divertente, con qualche passo d'aderenza. Verso 3/4 di tiro si trova un cavo metallico incastrato in una clessidra. Sosta su due fittoni su comodo terrazzo (S2). Presenza di un'altra identica sosta che però è quella della via Centrale;

La partenza del secondo tiro

Il secondo tiro visto dalla prima sosta

Le meravigliose conformazioni calcaree che caratterizzano
tutte le Placche di Val Collina


Terzo Tiro (4b, 20 m.): Proseguire in verticale sopra la sosta, arrampicando su fessure e placche. Tiro molto simile al precedente per stile di arrampicata richiesta. Tenere sempre la linea di fix più a sinistra. Sosta su due fittoni (S2), nei pressi di un aghifoglie;

La partenza del terzo tiro

La terza lunghezza vista da S2

La terza lunghezza vista dall'alto

Quarto Tiro (5a, 25 m.): Affrontare le caratteristiche rigole che si trovano sopra la sosta puntando all'evidente tetto. Vincerlo con dei movimenti un po' più tecnici rispetto agli altri del tiro, poi proseguire ancora per placche e fessure fino alla sosta su due fittoni;

La partenza del quarto tiro

Affrontare l'evidente aggetto

Vincere il tetto con movimenti decisi

La parte finale della via



Discesa: Vi sono due possibilità di discesa. La prima calarsi in corda doppia lungo la via appena fatta (Utilizzando due mezze corde si riesce a fare solo due calate). 




Prima calata: Una calata in corda doppia fino ad S2 (cengia alla sinistra del larice);

Seconda calata: Calata fino alla base della via De Infanti-Simonetti.

La seconda possibilità, è quella di uscire in cima alle placche. Quindi, dall'ultima sosta, progredire con un ulteriore tiro di corda (o una progressione in conserva protetta) fino alla fine delle facili rocce, tenendo una direzione sinistrorsa. Giunti nel bosco alla sinistra delle placche, scendere seguendo una labilissima traccia di sentiero che porta nei pressi della Casera Val di Collina.

L'uscita dala via senza calarsi in doppia



Considerazioni finali: Via piuttosto facile e molto didattica (soprattutto per imparare a muoversi con la tecnica dell'aderenza). E' la via più semplice delle Placche di Val di Collina. Consigliata ai neofiti. Piacevole.




Riferimenti Bibliografici:

Testi: C. Piovan, E. Zorzi, S. D'Eredità, Alpi Carniche, Alpi Giulie, Alpine Studio e CAI Ed., Lecco 2016, p. 224;
E. Zorzi, C. Piovan, S. D'Eredità, IV grado e più Friuli occidentale, Idea Montagna ed., pp. 306 e ss.

Opuscoli: Karnisch Alpin Clibing Guide, opuscolo edito dall'Azienda di promozione turistica di Kotschach-Mauthen, 2010, p. 21;

Passo di Monte Croce Carnico, itinerari di arrampicata, opuscolo realizzato dalla Scuola di alpinismo e sci alpinismo Guide Alpine del Friuli- Venezia Giulia, ed. Moro, Tolmezzo, 2000;