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Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


mercoledì 12 marzo 2014

Passo La Croce Orientale (La Repiatetta) (2646 m.s.l.m.) -Ski Alp

Val Maira, Alpi Cozie, Cuneo, Piemonte



Relazione attinente alla gita di scialpinismo al Passo La Croce Orientale (detto anche La Repiatetta) effettuata in data 12 gennaio 2014 da: Toso, Luca e Laura
Vi farete le donne che sono state mie
Vi prenderete anche tutte le mie malattie
[J Ax, S.N.O.B.,  2006,  Best Sound]


In rosso il percorso di salita, in blu quello di discesa

Località di Partenza: Dal villaggio di Chialvetta (1495 m.s.l.m.);

Località di Arrivo: Passo La Croce Orientale (La Repiatetta) (2646 m.s.l.m.);
Dislivello: 1200 m. circa;
Tempistica: Noi abbiamo iniziato alle 09.00 ed eravamo alla Repiatetta alle 13.15, quindi 4 ore e 15 minuti. Si consideri che abbiamo battuto traccia dall'inizio alla fine;
Difficoltà: BS;
Esposizione: Nord-Nord/Est;
Punti di Appoggio: Rifugio Viviere a 1709 m.s.l.m.;
Percorso Automobilistico: Giunti al pittoresco villaggio di Chialvetta, nel Vallone di Unerzio, una valle laterale della Val Maira (Vedi Ubicazione), si posteggia la macchina negli appositi spazi siti appena fuori il paese;
Discesa: Dalla Repiatetta si scende lungo il canalone Nord. Si compie tutto il periplo del Monte Cobre, sempre su splendidi pendii, e si arriva al Prato Ciorliero. Da qui si scende per il percorso fatto in salita. Si può anche decidere di seguire, come abbiamo fatto noi, la strada innevata che porta dritti dritti a Chialvetta, nei pressi della chiesa. Attenzione, fare il canalone nord della Repiatetta solo con condizioni sicure del manto nevoso;



Relazione: Proprio di fronte al ponticello che porta al paese di Chialvetta, si dirama il tracciato che, risalendo alcuni prati, conduce ai fiabeschi villaggi di Pratorotondo e Viviere. 


I prati innevati da risalire posti di fronte al paese di Chialvetta
Queste sono due mete molto gettonate della zona, che vengono fatte spesso anche da ciaspolatori. Per arrivarci si può seguire anche la strada asfaltata (in inverno è completamente innevata e chiusa al traffico veicolare) che è un po' più lunga dell'itinerario che mi accingo a descrivere. Per imboccare la strada si deve entrare nel paese di Chialvetta e, giunti nei pressi della chiesa, seguire l'evidente carrozzabile innevata.
Noi invece, come dicevo, siamo saliti per i campi innevati che si trovano proprio di fronte al ponticello di Chialvetta, costeggiando (una decina di metri più in alto) il torrente Unerzio. Dopo pochi minuti si incontra un ponte in legno, lo si supera (svoltando quindi a destra) e ci si porta sul lato sinistro orografico (dx salendo).


Il percorso costeggia il torrente e dopo pochi minuti arriva
nei pressi di un ponte in legno da superare


 Si prosegue costeggiando a sinistra una presa d'acqua recintata e seguendo un evidente tracciato. Nel volgere di una decina di minuti si risale un altro bel prato innevato passando sotto dei cavi di alta tensione e seguendone il tracciato. Percorso abbastanza logico.
Nel volgere di un'altra decina di minuti, in cui si è ancora costeggiato il torrente, si arriva all'ameno paesello di Pratorotondo (1622 m.s.l.m.).


Ad un certo punto si svolta leggermente a sx in direzione di alcuni
elettrodotti


Seguire le linee dell'eltettrodotto
Consiglio di passare in mezzo alle case di questo villaggio, perché offre un interessante spaccato di quella che è stata la vita e la cultura alpina di queste valli. 


Nei pressi delle prime case di Pratorotondo (1622 m.s.l.m.)
Nei pressi del forno comune del paese di Pratorotondo
Arte sacra sui muri delle case di Pratorotondo
Fuori dal paese si prosegue risalendo, su percorso logico ed intuitivo, alcuni declivi innevati. Presenza di un cartello in legno che indica Viviere. Seguirne la direzione.


Verso il villaggio di Viviere
Nel volgere di 5 minuti si arriva al villaggio di Viviere. Se possibile ancora più fiabesco di quello precedente. Con l'ambiente innevato pare di essere in un vero e proprio presepio.
Lasciato il gruppo di case (sapientemente ristrutturate, ove si trova anche l'omonimo rifugio), si prosegue in direzione sud. Si trova l'indicazione per il Rifugio Gardetta (da seguire) apposta su un semplice foglio di carta protetto da una plastica. 
Le case di Viviere e, sullo sfondo, il Bric Cassin


Sul villaggio di Viviere sventola la bandiera occitana


Si segue un evidente tracciato (probabilmente il sentiero estivo) che, entrando in un boschetto di larici conduce con percorso logico ed intuitivo ad incontrare, a quota 1800 m.s.l.m.,  due cartelli indicatori in legno. Seguire la direzione per il Rifugio Gardetta.


Dopo Viviere si seguono le indicazioni per Rifugio Gardetta


Dopo pochi minuti, a quota 1840, si arriva ad un secondo bivio, questo posto proprio su una strada innevata molto più ampia. Mantenere la sinistra seguendo le indicazioni per Prato Ciorliero e Rifugio e Passo della Gardetta. 
A questo punto si segue un'ampia carrareccia innevata che costeggia, sulla sinistra orografica, il torrente Unerzio.


Il versante orientale del Bric Cassin
L'ampia carrareccia che costeggia l'Unerzio
Nel volgere di una decina di minuti si arriva ad una piccola selletta su cui spicca un cappella sacra e un cartello indicatore. Siamo arrivati al Prato Ciorliero (1955 m.s.l.m.);





La sella che introduce al Prato Ciorliero


Svalichiamo la selletta e alla nostra vista si concede una bella piana innevata dominata, a sud/ovest, dalle rocce del Monte Cobre (2668 m.s.l.m.), a sud/est dal versante occidentale del Bric Cassin.


La piana del Prato Ciorliero. Sulla destra i contrafforti rocciosi del
Monte Cobre. Noi gli faremo il periplo

Noi puntiamo in direzione Sud-Est, lasciando alla nostra destra alcune baite in muratura. Il percorso si sviluppa interamente sul pianoro. Solitamente questa traccia è ben evidente dati i molteplici passaggi di scialpinisti che puntano al Bric Cassin. 
Per maggiore comprensione sul percorso da seguire si guardi il Monte Giobert, alla sua sinistra (Est) si vedrà un avamposto innevato, una specie di dorsale più bassa su cui crescono alcuni larici, ebbene noi dovremo risalire questa dorsale, dal suo versante più orientale e più sicuro. La foto di seguito esemplifica il quanto.


Il percorso in rosso indica la traccia da seguire. Si noti come il periplo del
Cobre venga effettuato risalendo la spalla orientale dell'avamposto innevato
su cui sorgono alcuni sparuti larici

Quindi, dopo una decina di minuti percorsi in piano, s'iniziano ad affrontare i dolci declivi che conducono al Passo della Gardetta e da qui al Bric Cassin. Noi proseguiremo su questa traccia per ancora qualche decina di minuti, fino a quando non arriveremo nei pressi della spalla orientale del Monte Cobre. Qui abbandoneremo la traccia per il Passo della Gardetta e ci dirigeremo con direzione Sud-Ovest verso il ripido pendio innevato che si sviluppa tra sparuti larici.


Dovremo seguire per una ventina di minuti la traccia che conduce
al Passo della Gardetta
Si risale la spalla orientale del Cobre. Si noti la traccia che
si dirama tra i larici
La salita richiede di compiere qualche Santa Maria (pertichetta) e nel volgere di una ventina di minuti si giunge alla Comba Emanuel Inferiore. Siamo a quota 2200 m.s.l.m. circa. Abbiamo il Cobre alla nostra destra e la Punta Eco e la Rocca Brancia alla nostra sinistra. 



Luca risale la spalla orientale del Monte Cobre
Luca è quasi giunto al termine della salita,
nei pressi della Comba Emanuel Inferiore 
Il percorso da seguire, una volta giunti alla Comba Emanuel Inferiore, è abbastanza logico ed intuitivo. Inizialmente ci si deve destreggiare nel frammezzo di un lariceto e poi si devono costeggiare le pendici Nord-occidentali della Rocca Brancia, percorrendo una linea che non presenta grandi pendenze. Osservando in lontananza, in direzione Ovest, si distingue chiaramente, alla sinistra dei contrafforti rocciosi del Cobre, l'ampio canale che dovremo raggiungere e risalire che conduce al Passo La Croce Orientale.


Evidenziato il percorso da seguire una volta giunti alla Comba Emanuel


Una volta individuata la nostra meta (la foto sopra ritengo sia molto utile) si può procedere seguendo il percorso più logico e facile.


Si noti, sullo sfondo al centro della foto, il canale da risalire
che condurrà al Passo La Croce Orientale


Nel volgere di una ventina di minuti si arriva alla base del canale e s'inizia a risalirlo. La pendenza diviene, mano a mano, più ripida. L'ultima parte richiede qualche pertichetta e dopo altri 20 minuti si arriva finalmente al termine del canale. Qui siamo sullo spartiacque e volgendo lo sguardo a Sud-Ovest vediamo uno splendido panorama.


Luca e Laura risalgono il canale che conduce alla Repiatetta



Dalla dorsale, si prosegue quasi in piano fino al Passo La Croce Orientale. Alla nostra sinistra possiamo osservare il Bivacco Due Valli.


Vinto il canale, arrivare alla Repiatetta e logico e facile


Dopo le foto di rito e aver osservato che sull'orizzonte, a settentrione, spicca sopra tutto lo splendido massiccio del Monviso, togliamo le pelli e ci buttiamo in una indimenticabile discesa.


Toso, Luca e Laura al Passo La Croce Orientale (la Repiatetta)


Il Monviso spicca sullo sfondo



Discesa: Dalla sella si può scegliere se scendere, sempre sul versante Nord, dal canale di destra o da quello di sinistra (faccia a valle). Noi abbiamo optato per quello di destra. Osservando bene in fondo alla valle che dobbiamo percorrere, si noteranno i ruderi di una vecchia caserma (si tratta della Caserma Escalon 2271 m.s.l.m.), il trucco è puntare a quei ruderi. Si farà, in questo modo, una splendida sciata che condurrà proprio a poche decine di metri dalla caserma, che lasceremo alla nostra sinistra e poi proseguiremo in discesa su percorso pressoché obbligato che ci porterà fino al versante settentrionale del Cobre in vista del Prato Ciorliero.


In blu la linea di discesa che abbiamo seguito dal Passo La Croce Orientale

Qui si navigherà a vista fino al Prato Ciorliero, avendo cura di attraversare il fiumiciattolo Unerzio sugli appositi ponticelli e, una volta qui, si ripercorrerà inversamente il percorso fatto in salita.
Si consideri che, volendo, proprio come abbiamo fatto noi, una volta giunti sull'ampia carrareccia che scende dal Prato Ciorliero si può percorrerla tutta fino a giungere a Chialvetta (quindi senza fare il percorso fatto in salita che conduce per Viviere e per Pratorotondo).

Guarda il video della discesa dal Passo della Croce Orientale



Complessivamente la discesa richiede circa un'oretta.
Noi abbiamo trovato condizioni di neve spettacolari. 
Attenzione che la discesa sul versante Nord dalla Repiatetta, a mio modesto parere, va fatta solo con condizioni di neve stabili!


Cartolina di Viviere


Cartolina di Pratorotondo


Considerazioni finali: La gita scialpinistica al Passo La Croce Orientale (La Repiatetta) partendo da Chialvetta è stata la più bella che ho fatto in 6 giorni trascorsi in Val Maira. E' un itinerario straordinario perché sa regalare ad ogni metro un paesaggio diverso ed emozionante. Le prospettive cambiano continuamente, l'impegno richiesto è sicuramente importante, ma, tutto sommato, neppure così estremo. Certo, è una gita che sconsiglio a chi non è allenato e ai neofiti, ma che è decisamente prodiga di emozioni e di soddisfazioni.
Attenzione alla discesa, verificare sempre che le condizioni della neve siano stabili. Una volta accertata la fattibilità, questa gita regala una sciata incantevole su pendii inizialmente ripidi e poi, mano a mano, più blandi. Stupendo!!





Bibliografia:
Cartografia: Esquiar en Val Maira, 1:20.000, di Bruno Rosano, carta topografica con gli itinerari si scialpinismo, sci ripido, estremo, piastre, cascate di ghiaccio, falesie e palestre di roccia; 
Testi: Bruno Rosano, Charamaio mai en Val Maira, L'artistica editrice, 2012 (Cuneo), pp. 208, 209



http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/03/Relazione-Passo-La-Croce-Orientale.pdf

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