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Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


domenica 30 marzo 2014

Bric Cassin (2637 m.s.l.m.) - Ski-Alp

Val Maira, Alpi Cozie, Cuneo, Piemonte



Relazione attinente alla gita di scialpinismo al Bric Cassin effettuata in data 14 gennaio 2014 da: Toso, Luca e Patrizia

http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/03/Bric-Cassin.pdf




Povero bimbo, non lo pensasti mai
quanto è pericoloso ottenere ciò che vuoi
[J Ax, S.N.O.B.,  2006,  Best Sound]

Evidenziato il percorso di salita



Località di Partenza: Dal villaggio di Chialvetta (1495 m.s.l.m.);

Località di Arrivo: Vetta del Bric Cassin (2637 m.s.l.m.);
Dislivello: 1100 m. circa;
Tempistica: Noi abbiamo iniziato alle 09.20 ed eravamo in cima alle 12.40, quindi 3 ore e 20 minuti. Si consideri che abbiamo battuto traccia dall'inizio alla fine;
Difficoltà: MS;
Esposizione: Nord-Nord/Ovest, l'ultimo tratto (la cresta) Sud;
Punti di Appoggio: Rifugio Viviere a 1709 m.s.l.m.;
Percorso Automobilistico: Giunti al pittoresco villaggio di Chialvetta, nel Vallone di Unerzio, una valle laterale della Val Maira (Vedi Ubicazione), si posteggia la macchina negli appositi spazi siti appena fuori il paese;
Discesa: Dalla Vetta del Bric Cassin, dato il pericolo valanghe, abbiamo preferito scendere dal percorso fatto in salita. E' comunque possibile scendere direttamente per il versante Ovest, ma solo con neve sicura;




Riferimenti tempistico-altimetrici:
h. 09.20    1500 m.s.l.m.     - partenza;
h. 10.00     1675 m.s.l.m.     +0 m/min;
h. 11.00      1985 m.s.l.m.    + 5 m/min;
h. 12.00     2355 m.s.l.m.      + 6 m/min;
h. 12.40     2640 m.s.l.m.     - Vetta del Bric Cassin

Relazione: Proprio di fronte al ponticello che porta al paese di Chialvetta, si dirama il tracciato che, risalendo alcuni prati, conduce ai fiabeschi villaggi di Pratorotondo e Viviere. 


Il pittoresco paesello di Chialvetta da cui parte la Ski Alp

Queste sono due mete molto gettonate della zona, che vengono fatte spesso anche da ciaspolatori. Per arrivarci si può seguire anche la strada asfaltata (in inverno è completamente innevata e chiusa al traffico veicolare) che è un po' più lunga dell'itinerario che mi accingo a descrivere. Per imboccare la strada si deve entrare nel paese di Chialvetta e, giunti nei pressi della chiesa, seguire l'evidente carrozzabile innevata.


Il Monte Ruissas ripreso da Chialvetta
Noi invece, come dicevo, siamo saliti per i campi innevati che si trovano proprio di fronte al ponticello di Chialvetta, costeggiando, rimanendone una decina di metri più in alto, il torrente Unerzio. Dopo pochi minuti si incontra un ponte in legno, lo si supera (svoltando quindi a destra) e ci si porta sul lato sinistro orografico (dx salendo). Si prosegue costeggiando a sinistra una presa d'acqua recintata e seguendo un evidente tracciato. Nel volgere di una decina di minuti si risale un altro bel prato innevato passando sotto dei cavi di alta tensione, seguendone il tracciato. Percorso abbastanza logico.


Verso Pratorotondo
Il Bric Cassin sullo sfondo

Nel volgere di un'altra decina di minuti, in cui si è ancora costeggiato il torrente, si arriva all'ameno paesello di Pratorotondo (1622 m.s.l.m.).
Consiglio di passare in mezzo alle case di questo villaggio, perché offre un interessante spaccato di quella che è stata la vita e la cultura alpina di queste valli. 


In vista delle prime case di Pratorotondo
Fuori dal paese si prosegue in salita su percorso logico ed intuitivo risalendo alcuni declivi innevati. Presenza di un cartello in legno che indica Viviere. Seguire l'indicazione.
Nel volgere di 5 minuti si arriva al villaggio di Viviere. Se possibile ancora più fiabesco di quello precedente. Con l'ambiente innevato si tratta di un vero e proprio presepio.



Le case di Viviere


Lasciato il gruppo di case (sapientemente ristrutturate, ove si trova anche l'omonimo rifugio), si prosegue in direzione sud. Si trova l'indicazione per il Rifugio Gardetta (da seguire) apposta su un semplice foglio di carta protetto da una plastica. Si segue un evidente tracciato che probabilmente è il sentiero estivo che, entrando in un boschetto di larici conduce, con percorso logico ed intuitivo, ad incontrare, a quota 1800 m.s.l.m.,  due cartelli indicatori in legno. Seguire la direzione per il Rifugio Gardetta.


La cima sulla sinistra della foto è il Bric Boscasso ripreso da Viviere
Parete nord del Bric Cassin


Dopo pochi minuti, a quota 1840, si arriva ad un secondo bivio, questo posto proprio su una strada innevata molto più ampia. Mantenere la sinistra seguendo le indicazioni per Prato Ciorliero e Rifugio e Passo della Gardetta. 


La parete settentrionale del Cassin


A questo punto si segue un'ampia carrareccia innevata che costeggia, sulla sinistra orografica, il torrente Unerzio.


Si costeggia il torrente Unerzio


Nel volgere di una decina di minuti si arriva ad una piccola selletta su cui spicca un cappella sacra e un cartello indicatore. Siamo arrivati al Prato Ciorliero (1955 m.s.l.m.);


Luca nei pressi della selletta, sullo sfondo il Cobre 


Svalichiamo la selletta e alla nostra vista si concede una bella piana innevata dominata, a sud/ovest, dalle rocce del Monte Cobre (2668 m.s.l.m.), a sud/est dal versante occidentale del Bric Cassin.


La grande piana del Prato Ciorliero


A questo punto il percorso da seguire è abbastanza evidente e logico: puntare alla sella in fondo al vallone. Si dovranno affrontare una serie di dossi scegliendo di volta in volta il percorso che fa perdere meno quota e, nel volgere di poco più di un'ora (da Prato Ciorliero) si arriva alla sella che divide il vallone di Prato Ciorliero dall'altipiano della Gardetta (2490 m.s.l.m.) Si consideri che mentre si sale a questa sella lungo il vallone di Prato Ciorliero, si noteranno a sud due possibilità di accesso. Quella di destra è il Passo della Gardetta, noi invece dobbiamo puntare a quella di sinistra.


In rosso il percorso da seguire



Luca e Patrizia sferzati dal vento
Si consideri che, come già riferito, noi abbiamo dovuto tracciare tutto il percorso a causa della nevicata notturna che aveva ammantato le tracce precedenti ricoprendole con 25-30 cm di fresca. Inoltre, da Prato Ciorliero in poi, abbiamo dovuto combattere con un forte vento che, addirittura, cancellava la traccia del battitore. Mano a mano che salivamo il vento diventava sempre più forte, fino a quando abbiamo trovato la sua massima rabbia proprio nei pressi della sella. 


L'incanto bianco da tracciare


Una volta giunti alla sella (e ammirato lo splendido scenario che si apre sul versante opposto tra cui la Rocca La Meja) volgere lo sguardo a sinistra (Nord) e percorrere il logico costone del Bric Cassin che in una ventina di minuti conduce alle vetta scialpinistica.


Sul versante opposto, oltre la Sella della Gardetta, fa capolino
la splendida conformazione della Rocca La Meja
L'ultimo tratto prima della vetta del Bric Cassin (2637 m.s.l.m.)

Dalla cima visione incantevole su tutta la Val Maira fino al Monviso.
Si vede anche il Bric Boscasso (fatto ieri) e parte del periplo del Combre (fatto domenica);


Luca e Patrizia nei pressi della vetta


Discesa: Dalla vetta noi siamo scesi per il percorso di salita in quanto, con un pericolo valanghe marcato, abbiamo preferito scegliere i crinali più sicuri. Si può scendere anche puntando direttamente al versante Ovest che, con neve stabile, offre una deliziosa discesa.
Per gli amanti dell'estremo c'è anche una via sul versante Nord, ma in questo caso la discesa parte dalla vetta aplinistica del Bric Cassin.



Il Monviso dalla vetta del Bric Cassin


Considerazioni finali: Si è trattato di una gita scialpinistica bellissima e di grande soddisfazione. Abbiamo "battuto traccia" dall'inizio alla fine e, in particolare, quasi metà del percorso l'abbiamo fatta combattendo contro un fastidiosissimo vento che ci sferzava i volti e che cancellava immediatamente la traccia di salita. Quindi, se vogliamo, c'è anche un sapore epico di questa ascensione. Mentre scendevamo, sul vallone che da Prato Ciorliero conduce alla Sella Gardetta, abbiamo trovato le tracce di alcuni scialpinisti che hanno provato a venirci dietro ma che, probabilmente a causa del forte vento, hanno desistito al raggiungimento della vetta. 
Quella appena descritta, però, in condizioni normali, è una super classica della Val Maira e mi sento di consigliarla sia per la relativa facilità di accesso sia per i bei panorami che offre.


Il Rifugio Gardetta ripreso dall'omonima sella



Bibliografia:
Cartografia: Esquiar en Val Maira, 1:20.000, di Bruno Rosano, carta topografica con gli itinerari si scialpinismo, sci ripido, estremo, piastre, cascate di ghiaccio, falesie e palestre di roccia; 
Testi: Bruno Rosano, Charamaio mai en Val Maira, L'artistica editrice, 2012 (Cuneo), pp. 208, 209




http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/03/Bric-Cassin.pdf

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