Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


giovedì 9 gennaio 2014

Via Bonatti al Medale

Lombardia, Gruppo del Medale, Prealpi Lombarde, Lecco

Relazione attinente alla scalata sulla via di roccia "Bonatti" allo Spigolo del Medale. Ascensione effettuata in data 17 novembre 2013 da Toso e Davide.


Il disequilibrio esistenziale è più pericoloso del vuoto stesso

[Massimo (Max) Goldoni, Montagne 360, Maggio 2013 p. 46]


http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/01/Relazione-attinente-alla-scalata-sulla-via-di-roccia.pdf




Itinerario automobilistico: Arrivati a Laorca (LC) (Vedi ubicazione al termine di questo Post) posteggiare l'auto proprio al termine della strada asfaltata. C'è uno spiazzo in cui è possibile trovare parcheggio, altrimenti sul ciglio della strada appena percorsa.
Avvicinamento: Seguire le indicazioni per Medale, San Martino, Rifugio Piazza, Ferrata degli Alpini al Medale. Il sentiero dapprima passa tra le case di Laorca, poi costeggia il cimitero costruito a ridosso delle rocce gotiche e poi si destreggia tra case e orti fino a sfociare in una carrareccia più ampia, sterrata, che, dopo pochi minuti, si immette su un'altra carrareccia cementata. Seguire quest'ultima in salita (a destra) fino ad arrivare nei pressi di una rete paramassi. Qui si noti una scritta rossa sul muro in cemento che indica la Ferrata del Medale. Seguire questa indicazione che comporta l'imbocco di un sentierino che s'intrufola nel bosco verso sinistra. Dopo pochi minuti s'incontra una deviazione, tenere il sentiero di sx (che va verso il basso, l'altro porta alla parete del Medale). Percorrere il sentiero per una decina di minuti scarsi e si arriva proprio a ridosso della Ferrata del Medale. Salire la ferrata per una ventina di minuti. Si compierà così l'ascensione della parte più impegnativa di questa ferrata che, di fatto, oppone due passi esposti. Nel complesso la via Ferrata degli Alpini al Medale è decisamente unta. Quando le difficoltà diminuiscono (repentino cambio di pendenza della ferrata, in pratica ci si ritrova a camminare), prima che il cavo induca ad un nuovo cambio di pendenza (in verticale) si noti, sulla destra (Est) una traccia di sentiero che si snoda fra i cespugli in discesa. Abbandonare quindi la ferrata e seguire la traccia che in 2 minuti conduce all'attacco della via Bonatti. Non ci si può sbagliare, sia perché la traccia finisce proprio all'attacco di questa via, sia perché vi è una scritta blu "Bonatti" in corrispondenza dei due fittoni. Lungo la traccia di avvicinamento prestare molta attenzione ad eventuali sassi mobili e ad un passo esposto (ma facile) proprio per arrivare all'attacco. Come tempistica direi 20 minuti di avvicinamento alla ferrata e 20 minuti di progressione in ferrata;
Come alternativa, è una soluzione spesso adottata quella di fare la via Miryam al Pilastro Irene che sbuca proprio sulla traccia di sentiero che, in discesa, nel volgere di pochi minuti, conduce all'attacco della Bonatti;
Dislivello di avvicinamento: 200 m. (da Laorca fino all'attacco della via ferrata) + 150 m per la prima parte della via ferrata;
Lunghezze: 6;
Dislivello in arrampicata: 150 m;
Quota di partenza (avvicinamento): 433 m.s.l.m. la frazione di Laorca;
Quota di partenza (arrampicata): 850 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 1029 m.s.l.m. vetta del Medale;
Difficoltà: VII°, oppure V°- obbligato e A0;
Soste: Tutte con fittoni da unire con cordino;
Esposizione: Sud;
Vie di fuga: Nessuna! Possibilità di ritirarsi solo al termine del primo tiro.
Tipo di roccia: Calcare;
Materiale: Normale dotazione alpinistica, portare almeno 13 rinvii per il secondo tiro e alcuni friends per le ultime tre lunghezze (non indispensabili, ma….);
Tempo di arrampicata: Noi abbiamo iniziato alle 12.00 e siamo arrivati al termine della via alle 16.00;
Discesa: Al termine della via si riprendono gli ultimi metri della via ferrata che in pochi minuti conduce in vetta al Medale (1029 m.s.l.m.) Prima di arrivare in cima si incontra un cartello che indica San Martino, seguire le indicazioni e percorrere quindi un evidente e comodo sentiero che conduce fino alla base del Medale, passando dalla falesia Placchette di San Martino. Quando si arriva al sentiero pianeggiante si incontrerà una prima rete paramassi, imboccare il sentiero di destra. Dopo pochi minuti si arriva ad una seconda rete paramassi e qui seguire il sentiero di sinistra (non andare in discesa). Il sentiero porterà ad una carrareccia cementata. Percorrerla in salita verso sinistra per circa 15 minuti fino a quando si arriva ad un bivio con una larga sterrata che, sulla destra, conduce in salita in un bosco. Si tratta della carrareccia sterrata percorsa durante l'avvicinamento. Imboccarla e seguire a ritroso il percorso fatto in mattinata.
Ci sono anche altre vie di discesa, una prevede di imboccare il ripido canale che conduce alle vie dell'Antimedale, l'altra prevede di scendere dal versante settentrionale del Medale. Queste alternative le ho fatte entrambe in tempi diversi, ma, pur essendo altrettanto valide, mi riservo di descriverle con le dovute indicazioni quando le rifarò.  
Attacco: L'attacco della via è identificato dalla scritta blu "Bonatti" vicino a due fittoni ove è possibile assicurarsi;

Relazione:
Primo Tiro (V°, 35 m.): Si risale l'evidente diedro che oppone passi di V° sino al suo termine. Poi le difficoltà di abbattono e si arriva in sosta agevolmente;


Il diedro che caratterizza la prima lunghezza
Il Davide ingaggia il primo tiro

Secondo Tiro (VI°+, 40 m.): Premetto subito che il grado riportato a fianco è quello che viene dato da tutte le relazioni di questo tiro ma, a mio modesto parere, superare in libera questa lunghezza significa fare il VII°. Il tiro è piuttosto logico ed è difficile sbagliare anche per la numerosissima presenza di chiodi e fittoni (portare almeno 13 rinvii). Si parte alla destra della sosta seguendo una facile fessura, poi inizia il traverso che oppone subito il superamento di un primo ostacolo (VI°). Si prosegue in traverso superando un evidente bloccone che concede degli unti rovesci (VI°+). Superata questa protuberanza rocciosa si arriva in un comodo terrazzino che consente di riposare. Qui la via sale di un paio di metri, opponendo passaggi di VI°+ ma ben protetti. A questo punto, però, io avevo finito già tutti i rinvii. Ho dovuto far partire il primo della cordata che ci seguiva il quale me ne ha portati altri 4-5. Ammetto che fino a questo punto (e siamo appena dopo metà seconda lunghezza) il tiro mi aveva stancato sia fisicamente sia mentalmente. Se avessi potuto mi sarei fatto calare, ma da qui non si torna più indietro. Ricevuti i rinvii ho proseguito. Quindi si sale per un paio di metri ingaggiando una scalata sul VI°+ faticosa che non concede grosse possibilità di riposo, poi la via prosegue sempre in traverso a destra fino ad arrivare ad un grosso cordone che penzola dall'ultimo fittone(VII°). Da qui, fino alla sosta, vi sono due-tre metri di traverso, delicato e sprotetto, da farsi su piccole tacchettine. Il tutto avviene in forte esposizione. Ho fatto un bagno di umiltà mica da ridere…. Ovviamente è tutto azzerrabile tranne l'uscita in sosta che è obbligata e che, a mio parere è almeno VI°+;


Una cordata sulla seconda lunghezza ripresa dalla prima sosta
Davide supera il blocco sporgente che offre rovesci unti
Davide sta per affrontare l'ultimo tratto del traverso,
sprotetto su microtacche, impegnativo anche per il secondo di cordata
Terzo Tiro (VII°, 25 m.): La via prosegue lungo l'evidente diedro che s'erge proprio sopra la sosta. Noi abbiamo trovato la prima parte un po' bagnata, il che ha reso più complicata un'arrampicata già impegnativa. Questa seconda lunghezza, infatti, oppone dei passi di  VI°+ e di VII°, ben protetti (e azzerabili) che però sono molto fisici e faticosi, e concede poche possibilità di riposo. Davide ha arrampicato splendidamente facendo il tiro completamente in libera. Dopo una prima parte piuttosto tecnica VII°), si vince un piccolo strapiombo e poi si prosegue con arrampicata, sul VI°+, meno tecnica ma piuttosto delicata. 


Come si vede il diedro l'abbiamo
trovato leggermente bagnato
 
Davide, con classe, vince in libera
questa terza lunghezza
Quarto Tiro (VI°, 30 m.): La via prosegue logicamente sul diedro fessurato. La prima parte del tiro oppone passi di V° con arrampicata divertente. Presenza di qualche fittone su cui è piacevole rinviare. Si arriva al termine della fessura e si nota che ci si deve spostare a destra affrontando un passaggio non particolarmente difficile (VI°), ma di non semplice interpretazione. Almeno io ho avuto parecchie difficoltà a leggerlo. Ho protetto con un friend e poi ho fatto i due passi richiesti prima di uscire, a destra. Sosta su cengia erbosa. Dicono che il passo di VI° sia azzerabile...



Davide all'uscita dalla quarta lunghezza
Quinto Tiro (V°, 35 m.): Si sale in verticale sopra la sosta per alcuni metri con arrampicata piuttosto facile. Volgendo lo sguardo a sinistra si nota la presenza di un fix (o di un chiodo) e si prosegue in quella direzione facendo pertanto un deciso traverso diagonale sinistro che oppone passi piuttosto delicati sul V°. Finito il traverso le difficoltà si abbattono e per rocce gradinate si arriva alla sosta;


Davide all'inizio della quinta lunghezza
Davide alla fine del traverso. Si noti il tracciato del tiro
Sesto Tiro (VI°-, 35 m.): Il tiro è piuttosto logico e seguendo i fittoni è difficile sbagliare. Si parte con un'arrampicata piuttosto facile verticalmente sopra la sosta, poi ci si sposta verso sinistra su rocce instabili. A me è rimasto in mano un pezzo di roccia enorme… Sono riuscito a rimetterlo dov'era… Non potevo farlo cadere perché sotto avevamo altre due cordate… Spero che sia caduto in una di queste notti piovose di inizio inverno. Superata questa zona di roccia delicata, ma facile, iniziano le difficoltà, una prima placchetta verticale e tecnica (VI°-) seguita da un ultimo balzo roccioso anch'esso bello tecnico (VI°-). Poi la sosta e la fine della via. Questo è stato l'unica lunghezza (esclusa la prima) che ho fatto interamente in libera….


L'uscita della via
Uscita: Dalla sosta alzarsi a sinistra e nel volgere di pochi metri trovare il cavo della ferrata del Medale che in pochi minuti conduce alla vetta.
  
L'attacco della Via Bonatti
Discesa: Usciti, in pochi minuti, dalla ferrata, si prosegue verso la vetta del Medale fino ad incontrare un cartello indicatore per San Martino, volgere a sinistra e andare nella direzione indicata. Per i dettagli vedasi sopra, nelle indicazioni generali della via. Si consideri che si può scendere anche dal versante nord del Medale (sempre su comodo sentiero e forse la via più veloce di ritorno) o dal ripido canalone dell'Antimedale (alternativa non comodissima). Quella descritta è, però, quella che conosco meglio. 




Considerazioni finali: Ammetto: la via Bonatti al Medale mi ha scornato, parecchio. Senza voler trovare giustificazioni, debbo riconoscere che sono stato in totale difficoltà dal secondo tiro (il famigerato traverso) all'ultimo (che pur avendolo fatto in libera, ho arrampicato sempre con grande tensione e ansia). L'uscita all'ultima sosta è stata una vera e propria liberazione.
Finite le miserrime considerazioni sulla mia prestazione, veniamo a quelle sulla via. Ebbene, credo che basti vedere le foto e leggere la relazione per comprendere quanto ne valga la pena. Se poi consideriamo chi è stato il primo apritore, direi che le garanzie ci sono tutte. Solo per la sua valenza storica merita di essere ripetuta, inoltre è anche bella. Tuttavia non è da sottovalutare o da prendere a cuor leggero. E' vero, si riesce ad azzerare quasi in tutti i passaggi difficili, ma, a mio parere, i gradi che si leggono nelle varie relazioni sono piuttosto… acerbi… Magari il giorno prima ti sei fatto un 6c a vista in falesia e allora accarezzi il pensiero di fare la Bonatti… Beh, su questa via le cose non funzionano proprio così. Andare per credere. Esposizione, VII° su traverso (che è diverso dal 6b in falesia), sesto grado continuo, cattivo, fisico, che offre pochi spazi per riprender fiato, roccia instabile, nessuna possibilità di tornare indietro…. Beh, credo di essere stato abbastanza chiaro. 
Una piacevole sorpresa, invece, la prestazione di Davide (che è stato "mio" allievo e che ora invece è lui che fa capo-cordata). Bravo, serio, tranquillo, elegante nei movimenti, ha fatto tutta la via in libera… Veramente complimenti!
Riferimenti Bibliografici: 
Testi: Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Versante Sud Ed. Milano (2011), p. 57
 P. Soregaroli, Grigne, guida escursionistica e alpinistica della Grigna Settentrionale, della Grigna Meridionale e del Coltignone, Nordpress Ed., Chiari (BS) (2006), pp. 220, 221


http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/01/Relazione-attinente-alla-scalata-sulla-via-di-roccia.pdf

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