Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


lunedì 28 maggio 2012

Via Chiappa all'Antimedale


Antimedale - Gruppo del Medale - Prealpi Lombarde - Lecco


Ascensione effettuata in data 08 gennaio 2012 da Toso e B.C.


Robi, B.C. e Toso sull'ultima sosta (Foto G.M.)




Ripetizioni: 10 maggio 2012 da Toso e B.C. + G.M. e Robi (2 cordate) - a dire il vero il 10 maggio io e la B.C. eravamo andati in Antimedale con l'intento di ingaggiare la via L'Altra Chiappa, ma dato che la B.C. aveva dimenticato l'imbraco, ci siamo rifatti la Chiappa. Lei con una fettuccia in vece dell'imbraco....


La B.C. osserva, preoccupata, l'attacco della Chiappa




Itinerario automobilistico: Dalla strada statale 36 che da Milano conduce a Lecco, appena superata la galleria del Mote Barro, prendere la terza uscita con indicazioni per Valsassina e Lecco Centro. Seguire le indicazioni stradali per Valsassina. Appena usciti dalla strada statale 36 si percorre la via Belfiore in direzione dell'ospedale, fino ad una rotonda ove si prende a sinistra per Viale Redipuglia (sempre indicazioni per Valsassina). Si prosegue sempre dritti per la strada che dapprima diventa Viale Montegrappa e poi Viale Tonale. Arrivati al semaforo con Corso Matteotti si gira a destra (sempre indicazioni per Valsassina). Si procede sempre dritti per alcuni chilometri lungo la strada che ben presto diventa stretta ed in salita. La strada, che nel frattempo è diventata Corso San Michele del Carso, farà un tonante verso destra. In quel momento abbandonarla (proprio sul tornante) ed inoltrarsi in Via Quarto . Si rosegue per poche centinaia di metri e si arriva a Rancio Supeirore.
Avvicinamento: Abbiamo lasciato la macchina al parcheggio di Rancio Superiore, in Via Quarto ove c'è uno spiazzo con dei bidoni dell'immondizia. Abbiamo imboccato Via San Martino, una ripida salita asfaltata, all'imbocco della quale ci sono dei cartelli indicatori per Antimedale e Ferrata del Medale. Dopo circa 300-400  metri, la strada termina nei pressi di una sbarra gialla. L'abbiamo superata (volendo si può lasciare la macchina anche nei pressi di questa sbarra, ma di solito i posteggi sono già tutti pieni) e proseguendo su sterrata (seguendo sempre le indicazioni per Antimedale), dopo poche centinaia di metri abbiamo trovato un cartello che indica la svolta a destra. Abbiamo imboccato una traccia di sentiero che s'inoltra nel bosco. Si giunge in pochi minuti ad un primo parasassi, e una volta superato manteniamo la traccia di sentiero che sale a sinistra. Poco dopo arriviamo ad un secondo parasassi. Anche in questo caso lo superiamo e manteniamo la traccia di sinistra. Quasi subito si incontra un altro cartello indicatore (sempre per Antimedale e Ferrata del Medale) che impone la svolta a destra. In pochi minuti si incontrano, sulla sinistra, le tracce del sentiero che scende dal canale dell'Antimedale. Abbandoniamo il sentiero che stiamo percorrendo (segni rossi) e risaliamo lungo la traccia che ci porta a ridosso della parete. L'attacco della via è segnato con una scritta blu. E' la seconda via che si incontra.

Il Canale dell'Antimedale, deve essere risalito per tracce di sentiero e,
portandosi verso la parete, si trova la "via Chiappa"



Dislivello di avvicinamento: 150 m. circa dalla sbarra ove inizia il sentiero;
Lunghezze: 6 tiri;
Dislivello in arrampicata: 200 m. circa;

Quota di partenza (avvicinamento): 400 m.s.l.m. circa;
Quota di partenza (arrampicata): 650 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 800 m.s.l.m. circa;
Difficoltà: VI°;
Soste: Attrezzate a fix con catena;
Esposizione: sud;

Vie di fuga: probabilmente in doppia dalla via;
Tipo di roccia: calcare;
Materiale: Normale dotazione alpinistica con il necessario per integrare (friends, nuts e cordini); 
Tempo di arrampicata: abbiamo iniziato alle 10.00 e siamo arrivati al termine della via alle 13.30. La seconda volta siamo stati di meno. Direi che un tempo normale, per chi non ha mai fatto la via, è sulle 3 ore;
Discesa: Da un sentiero attrezzato che riporta alla base;


In rossa la Via L'altra Chiappa, in viola la Via Chiappa


Relazione
Primo Tiro (IV°, 40m): Si parte affrontando uno sperone roccioso ove spicca un evidente spit. Si prosegue per facili roccette di III° un po' cespugliose. Giunti sotto il secondo sbalzo roccioso lo si aggira sulla destra con facile arrampicata. Si prosegue su un diedro-rampa appigliato e ben proteggibile fino ad arrivare in sosta dopo aver  obliquato leggermente a destra. E' una lunghezza piuttosto discontinua non particolarmente tecnica e che offre abbondanti possibilità d'integrazione. 
Il 10 maggio la B.C., con una fettuccia a guisa d'imbraco, si è fumata questa lunghezza da prima.


Il primo tiro della via Chiappa


La B.C. alla fine della prima lunghezza




Secondo Tiro (IV°+, 20 m.): Dalla sosta si traversa a sinistra superando un facile speroncino. Si trova un fix subito dopo e ci si innalza verticalmente per placca e lame. Attenzione: Ignorare la fila di spit che richiama sulla sinistra in quanto appartiene alla via l'altra Chiappa. Si riesce a proteggere su abbondanti clessidre. S'incontra un ceppo e poco sopra si vede lo spit. Superare il ceppo richiede attenzione. Io ho tirato il rinvio.   Vinto questo passaggio si arriva in sosta.

La B.C. alla fine della seconda lunghezza


Terzo Tiro (V°, 50 m.): Lunghezza discontinua nella difficoltà e tutt'altro che intuitiva. Senza relazione non l'avrei mai capita. Si parte in verticale su placca lavorata, in direzione dell'evidente diedro. I primi metri del diedro sono leggermente strapiombanti. Ci sono ottimi appigli e appoggi. Altrettante ottime le possibilità per integrare. Il diedro l'ho vinto tenendomi sulla sua destra in questo modo sono riuscito a rinviare su entrambi gli spit presenti. Superato il passaggio ci si trova davanti a due diedri. Si deve prendere quello di destra che di fatto aggira un pilastro roccioso. Lo si percorre integralmente ( possibilità di proteggere con passaggi di V°). Arrivati alla fine del diedro, si deve traversare a sinistra in direzione di una placca oltre la quale si può sostare. Pochi metri più in basso c'è la sosta della via L'Altra Chiappa che noi abbiamo utilizzato in quanto la nostra sosta era occupata. La B.C. ha trovato questo tiro molto divertente. A me, la prima volta non è piaciuto particolarmente. Rifatto il 10 maggio, invece l'ho trovato decisamente più interessante. Mai banale, con passaggi da capire, un po'  faticosi ma ben proteggibili. Interessante.


La partenza del terzo tiro. Si punta al tetto e lo si aggira
sul diedro di destra. Poi si dovrà tenere ancora la dx
La B.C. all'uscita dalla terza lunghezza




Quarto Tiro (IV°+, 20 m.): Bellissima lunghezza che si sviluppa integralmente su un diedro-fessura. Abbondanti possibilità di protezione. Si arriva in sosta sotto l'evidente tetto.

La quarta lunghezza si sviluppa interamente su una
fessura-camino. L'uscita è in placca


Quinto Tiro (VI°, 50 m.):  E' il tiro chiave. Dalla sosta si traversa decisamente a sinistra verso l'evidente spit che troneggia sullo spigolo roccioso (Noi abbiamo tenuto gli spit piuttosto lunghi per evitare angoli nella corda). Rinviato allo spit, si prosegue in traverso facendo un passaggio molto esposto che permette di superare lo sperone. Abbassatasi la verticalità si trova la sosta della via L'Altra Chiappa sulla quale si rinvia e si prosegue sempre in traverso a sinistra seguendo l'evidente fessura. Superata la fessura si vede il diedro che rappresenta il passaggio chiave della via. Lo si affronta, alla base c'è un vecchio chiodo (ma io ho messo anche un friend alcune metri prima), sfruttando un ottimo spuntone roccioso (sul quale ho messo un cordino)  si riesce ad elevarsi ulteriormente. A questo punto si riesce a vedere lo spit posto proprio sopra il diedro, ma ancora troppo lontano. Ho protetto l'ulteriore passaggio con un friend e poi ho vinto l'ultimo ostacolo arrivando (finalmente) allo spit. L'uscita dal diedro è piuttosto delicata. Personalmente non sono riuscito a capire il passaggio e quindi ho preferito azzerare... Secondo la B.C. l'uscita dal diedro è alla destra dello spit ove ci sono buoni appigli e appoggi. Si prosegue obliquando leggermente  a destra verso un evidente ceppo. Lo si supera (delicato) e si arriva in sosta.
La seconda volta ho fatto il tiro in libera.
G.M. in azione sullo spigolo


Il traverso che conduce allo sperone nella parte iniziale
del quinto tiro. E' più impressionante che difficile


La B.C. fuori dal passo chiave




Sesto Tiro (IV°+, 30 m.): Volgendo lo sguardo in alto a sinistra, si vede la sosta finale. Il primo spit è pochi metri a sinistra rispetto a noi. Raggiungerlo richiede abbassarsi delicatamente e poi spostarsi a sinistra con movimento non banale. Poi proseguire a sinistra per fessure. La lunghezza, pur essendo facile, è molto bella e regala un'arrampicata divertente. Utile integrare soprattutto per agevolare il secondo di cordata.
Il 10 maggio la B.C. ha tirato da prima.

La B.C. in sosta tra il 5° ed il 6° tiro.
Si noti la conformazione della sesta lunghezza.

La B.C. in uscita dalla via. Sullo sfondo
il Toso le fa sicura. (Foto G.M.)


Uscita: Dalla sosta si prosegue a sinistra lungo una traccia di sentiero che conduce ad una corda metallica ove è possibile mettersi in sicurezza e recuperare il socio.

L'ultima lunghezza. Molto estetica. (Foto G.M.)


Discesa: Seguire la traccia di sentiero attrezzato a sinistra (faccia a monte). Bolli rossi e catene. In 20 minuti alla base.

La B.C. all'uscita della via
Considerazioni finali: La Via Chiappa all'Antimedale è una via classica. E' vero, le soste sono attrezzate a fix con catena e lungo i tiri si possono trovare alcuni vecchi chiodi e qualche fix. Quest'ultimi non sono mai troppi (2, 3 a tiro). Il che significa che la via non è chiodata da falesia. Anche se conosco molti amici che non lo fanno, a mio parere, è utile e consigliabile integrare. Attenzione: Non farsi ingannare da relazioni che fanno apparire questa come una via sportiva! E' una via classica! Da un chiodo, non sempre si vede il successivo, pertanto è bene avere seco una relazione. E' facile sbagliare via e magari finire su "L'Altra Chiappa". (Agli stessi amici di cui sopra, è successo... Ma loro arrampicano forte...)
Ho sempre guardato l'Antimedale e questa via in particolare, con rispetto e soggezione. Non è un caso che mi sia deciso di approcciarla solo dopo un po' di esperienza.
La via ha rispettato le aspettative: bella, con passaggi difficili al punto giusto e di soddisfazione. Forse mi ha deluso un po' nei primi due tiri in quanto è un po' ... cespugliosa...
Inoltre è una via che ha altri tre grandi vantaggi: si raggiunge in poco tempo da Milano, ha un avvicinamento ridicolo e permette di arrampicare pressochè in tutte le stagioni (eviterei l'estate).
Nel complesso un giudizio decisamente positivo.

Il Toso sul passo chiave. (Foto G.M.)

Riferimenti Bibliografici: Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti,Versante Sud Ed. Milano (2011)




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