Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


lunedì 10 novembre 2014

Via Bramani-Ratti con variante Scandella alla Presolana

Lombardia, Alpi Orobie, Gruppo della Presolana, Bergamo

Relazione attinente alla scalata sulla via di roccia "Bramani-Ratti" con variante "Scandella" al Pizzo della Presolana Centrale. Ascensione effettuata in data 19 luglio 2014 da Toso e Dani, ripetuta il 1 novembre 2014 da Toso, Gianlu e Piccola Impertinente

http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/11/Bramani-Ratti.pdf

Non leggete, come fanno i bambini,
per divertirvi, o,
come gli ambiziosi, per istruirvi.
Leggete per vivere.
[Gustave Flaubert]



La via Bramani-Ratti con variante Scandella
alla Presolana Centrale

Itinerario automobilistico: Da Bratto (Vedi Ubicazione alla fine di questo post) salire sulla strada provinciale in direzione del Passo della Presolana e parcheggiare la macchina nello spiazzo antistante la struttura Casa Vacanze Neve, alla via Cantoniera 93 di Castione della Presolana. La struttura si trova sulla sinistra salendo, il parcheggio a destra. Di fronte al parcheggio è individuabile una pista di bob-slittino;
Avvicinamento: Dal posteggio della macchina attraversare la strada e dirigersi verso la struttura Casa Vacanze Neve, dirigersi a destra (in salita) e subito dopo imboccare la stradina alle spalle della Casa (Via Cassinelli), dirigersi verso una sbarra di ferro che chiude il passaggio, superarla e inoltrarsi nel bosco di conifere seguendo il sentiero indicato da bolli rossi e bianchi. Nel volgere di 45 minuti (sempre seguendo il sentiero in salita) si arriva nei pressi della Baita Cassinelli (1568 m.s.l.m.). Poi si prosegue sul sentiero (seguendo la traccia che sale a destra e ignorando quella che sale a sinistra) e nel volgere di un'oretta di giunge nei pressi dell'attacco. Per raggiungerlo si deve seguire dapprima un sentiero che sale a destra (ignorando, quindi quello che si sta seguendo che porta verso il bivacco) in direzione dello spigolo Longo e poi per tracce fino all'attacco della Via Longo e poi salendo per balze a sinistra fino all'attacco. Questo è possibile individuarlo grazie alle foto, ma si può tenere, anche, come punto di riferimento il bivacco Città di Clusone (2050 m.s.l.m.) in quanto è quasi di fronte a questo punto d'appoggio;
Dislivello di avvicinamento: Da 1290 m.s.l.m. (posteggio della macchina nei pressi del Passo della Presolana) a 2150 m.s.l.m. (attacco della via Bramani-Ratti) 860 m. circa;
Lunghezze: 8 tiri;
Dislivello in arrampicata: Da 2150 m.s.l.m. a 2400 m.s.l.m. circa(Ultima sosta alla fine dell'ottavo tiro) quindi complessivamente 250 m. circa. Noi non abbiamo proseguito fino in vetta, ma ci siamo calati in doppia;
Quota di partenza (avvicinamento): 1290 m.s.l.m. circa posteggio della macchina di fronte alla Casa Vacanze Neve nei pressi del Passo della Presolana;
Quota di partenza (arrampicata): 2150 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 2400 m.s.l.m. circa;
Difficoltà: VI°+ (V° obbligato), TD-;
Soste: Tutte attrezzate con spit e catena;
Esposizione: Sud;
Vie di fuga: In doppia dalla via;
Punti di appoggio: Bivacco Città di Clusone (2085 m.s.l.m.), Baita Cassinelli (1568 m.s.l.m.);
Tipo di roccia: Calcare;
Materiale: Normale dotazione alpinistica con due mezze corde da 60 e il necessario per integrare e protezioni veloci, chiodi e martello non utili;
Tempo di arrampicata: Con il Dani c'abbiamo impiegato 4 ore e 15 minuti (iniziato alle 09.00 e giunti alla fine della via alle 13.15), con Gianlu e Laura, invece, i tempi sono stati un po' più lunghi, iniziato alle 09.20 e arrivati alla fine della via alle 17 (quindi 7 ore e mezza), si consideri che la tempistica più corretta è dalle 5 alle 6 ore (solo per la salita);
Discesa: Per le calate in doppia si consideri una tempistica di poco superiore ai 60 minuti, si devono fare 5 calate in doppia;
Attacco: Avviene sull'evidente avancorpo roccioso che precede lo spigolo vero e proprio alla sinistra del tetro canale che separa il nostro sperone dallo Spigolo Longo. C'è una sosta alla base (chiodi uniti da cordone) e due spit;


La sosta che individua l'attacco della via
L'avancorpo su cui si sviluppano i primi due tiri della via
Il pallino blu indica l'attacco della Bramani Ratti mentre la linea
rossa il percorso di avvicinamento


Relazione:
Primo Tiro (V°-, 40m.): Si vince il primo strapiombino posto sopra la sosta (IV°) e ci si dirige verso una fessura obliqua ove ci sono due chiodi, da qui ci si dirige verso l'evidente diedro che si vince con un paio di passi decisi (V°-) da proteggere a friends, poi le difficoltà si abbattono e si prosegue per facili rocce (IV°) con percorso evidente fino alla sosta (S1);


La Piccola Impertinente ingaggia la prima lunghezza della via


La P.I. alla fine delle difficoltà del primo tiro



Secondo Tiro (IV°, 50m.): Salire alla sinistra della sosta su percorso logico e poi dirigersi verso lo spigolo e proseguire fino alla fine del torrione ove si sosta (S2). Arrampicata non difficile e lunghezza poco interessante;


La P.I. all'inizio del secondo tiro
Verso lo spigolo 
La P.I. in sosta in cima allo zoccolo
Terzo Tiro (III°+, 20 m.): Dalla sosta ci si cala a sinistra (disarrampicando) per un paio di metri e poi si traversa su stretto ponte di roccia fino alla parete successiva, da qui si prosegue con arrampicata facile verso la sosta (S3) che si vede già dalla sosta precedente;


Dopo una breve disarrampicata si affronta uno stretto
"ponte" roccioso
La P.I. affronta la parete successiva, questo è l'inizio vero e
proprio dello spigolo


La P.I. alla terza sosta
Shadows


Toso e Gianlu sulla panoramica sosta del secondo tiro


Quarto Tiro (IV°, 40m.): Salire alla sinistra della sosta proseguendo in diagonale su rocce facili e precorso logico per una decina di metri, poi risalire a destra un accennato canale fino a giungere in sosta (S4);


E' la volta del Gianlu

Un'attenta sicura
Quinto Tiro (V°+, 35 m.): Dalla sosta si prosegue in direzione dell'evidente diedro-canale sulla sinistra che oppone passi di V°, ma (per fortuna ) qualche chiodo, poi si va verso l'evidente lama staccata che si affronta proteggendola con un friend e poi la si percorre tutta fino al suo termine uscendo su una comoda cengia dove si sosta (S5). La lama è interamente da proteggere e oppone passi di V°+. Lunghezza meravigliosa, estetica ed esposta, forse il tiro più bello della via. Fare attenzione ad allungare i rinvii per evitare gli attriti. Il Gianlu è rimasto proprio fregato dagli attriti e a 3/4 di lama non riusciva più a proseguire, quindi ha dovuto attrezzare una sosta (da brivido) utilizzando due friends ed un nut…. Molto bravo ad aver risolto il problema! 


Il Gianlu all'inizio della quinta lunghezza
Il Gianlu all'inizio della meravigliosa lama
Sosta da brivido
La P.I. verso la lama del quinto tiro
La conformazione della quinta lunghezza


Sesto Tiro (V°, 30m.): Si rimonta la sosta e ci si dirige verso lo spigolo, chiodo visibile, si rinvia al chiodo e ci si sposta a destra in massima esposizione, poi con un movimento delicato (V° o più probabilmente V°+) si traversa a destra per quasi due metri e si rimonta un diedro-camino in direzione di alcuni chiodi visibili. Ci si riesce a proteggere sfruttando un cordone sulla sinistra e poi si prosegue su percorso logico che però richiede un'arrampicata tecnica e strapiombante (V° forse anche V°+). Quando le difficoltà finiscono ci si sposta a sinistra e si arriva in sosta (S6). Lunghezza molto bella, estetica, che sa regalare brividi ed emozioni;


Il Dani all'inizio della sesta lunghezza
 
S'inizia a ballare...



Gianlu in uscita dalla sesta lunghezza


Il Toso dà inizio alle danze sulla sesta lunghezza



Gianlu impegnato sulla sesta lunghezza

Settimo Tiro (VI°+, 50m.): Si arrampica in verticale rispetto alla sosta su placca a buchi (V°), si arriva nei pressi di un diedro ove ci sono due chiodi uniti da cordino, arrampicata molto tecnica (VI°+) alla destra del cordino, in alto, c'è un chiodo che si vede solo all'ultimo, si prosegue con un paio di passi difficili (VI°+) fino al chiodo successivo, poi si prosegue sul diedro obliquo verso destra con arrampicata impegnativa, ma ben protetta, arrivati all'evidente canale si prosegue verso sinistra per tutta la lunghezza del canale (V°+) fino ad uscire nei pressi di uno stretto passaggio, poco dopo si trova la sosta (S7). Credo che si possa evitare l'intaglio aggirandolo sulla sinistra. Quella descritta è la variante Scandella, per proseguire sulla normale, invece di salire dritti dalla sosta, ci si sposta a sinistra per facili rocce in direzione dei chiodi. A mio parere è meglio evitare questa soluzione in quanto la normale è soggetta a scariche di sassi. 
Quando ho fatto la via col Dani, arrivato nei pressi dei due chiodi uniti da cordino ho deviato a sinistra in direzione di un evidente cordone (non vedendo il chiodo a destra nascosto diedro le rocce). Poco dopo ho attrezzato una sosta e ho recuperato il Dani. Da qui abbiamo proceduto ancora a sinistra con arrampicata piuttosto impegnativa su una placca di VI° (o superiore) da proteggere a friends. Poi ci siamo rimessi sulla via (dopo un ulteriore tiro) entrando a metà dell'ottavo tiro e sostando sulla sosta a chiodi e cordone intermedia.



La settima lunghezza, questa è la variante Scandella
La stretta uscita della settima lunghezza
Gialnu in uscita dal settimo tiro
Dani impegnato sulla difficile variante che abbiamo fatto

Ottavo Tiro (V°, 50m.): Dalla sosta proseguire in verticale su percorso logico e facile (IV°) fino ad incontrare una sosta intermedia su cordone (da ignorare), da qui portarsi verso lo spigolo, a destra, e doppiarlo, andando in massima esposizione su arrampicata di IV°+ sprotetta (ho fatto almeno 10 m. senza una protezione), proseguire sullo spigolo in direzione di un evidente chiodo, vincere lo strapiombo e uscire in sosta (S8) superando un ultimo diedro camino;


La P.I. in uscita dall'ultima lunghezza
Gianlu in uscita dalla via


Discesa: 
Prima calata: Da S8 a S7;
Seconda calata: Da S7 a S6;
Terza calata: Da S6 a S3;
Quarta calata: Da S3 calarsi a sinistra (faccia a valle) nel canale per quasi 60 m. di corda, qui si trova un cordone rosso su clessidra;
Quinta calata: Dal cordone rosso ci si cala per 35 metri fino alla base nei pressi dell'attacco dello Spigolo Longo;


L'ultima calata si fa su un cordone rosso passato su clessidra,
dentro lo stretto e suggestivo canalone che divide lo spigolo
Bramani-Ratti dallo Spigolo Longo

Alternativa di calata: Da S7 è possibile calarsi fino a S5. Questa è la soluzione che abbiamo fatto con Gianlu e P.I., il problema è che quello che si cala per primo si troverà appeso nel vuoto e prima di riuscire ad agguantare la parete dovrà calarsi almeno 5 m. più in basso della sosta, per poi risalire a S5 arrampicando. Soluzione fattibile, ma sconsigliata, e comunque da attuarsi solo con una buona esperienza alpinistica. Certo che in questo modo abbiamo fatto delle foto meravigliose, aiutati anche dall'incipiente tramonto…


Gianlu


P.I.




Considerazioni finali: La via Bramani-Ratti con la variante Scandella si svolge in un ambiente meraviglioso quale quello della Presolana. E' una via abbastanza impegnativa che richiede una buona esperienza e una discreta capacità nel muoversi in ambiente alpinistico. Regala delle emozioni veramente intense soprattutto dalla quinta lunghezza in poi. 
Per emozioni non intendo difficoltà nell'arrampicata, come pare d'intuire nei giudizi che vengono, sempre più spesso, espressi ultimamente dai "veri" alpinisti (se non è difficile non mi diverto, per parafrasare un brillante pensiero dei fratelli Dragosei riportato nello stupendo libro "Corde gemelle), ma un insieme di fattori quali bellezza della via, spettacolarità dell'ambiente in cui ci si trova, adrenalina ed impegno alpinistico. A mio parere si deve creare una perfetta sintonia tra le capacità soggettive di risolvere i problemi, le difficoltà tecniche opposte dalla roccia, la bellezza dell'ambiente e l'estetica sia del gesto atletico sia della struttura alpina in cui si sviluppa la linea di salita. E questo si può concretizzare anche (e soprattutto) su vie "facili", non necessariamente "estreme". Ma il perfetto connubio, a mio parere, si realizza anche grazie al contributo dei soci di corda, dell'approccio alla montagna (e non solo all'arrampicata) e al modo di vivere la bellezza dei monti. Anche per questo, il fatto che, ultimata l'arrampicata, ci siamo fermati a trascorrere la notte al Bivacco Città di Clusone, ha rappresentato quel quid, quel valore aggiunto, che ha saputo regalare all'avventura testè descritta un sapore prelibato.


Luci al tramonto
Il Bivacco Città di Clusone (2085 m.s.l.m.) dove abbiamo
trascorso la notte



Riferimenti Bibliografici:

Testi: Merisio L. Vanuccini M., Cime di Lombardia, Lyasis Edizioni, Sondrio (2005), pp. 70-73







http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/11/Bramani-Ratti.pdf

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