Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


sabato 18 ottobre 2014

Via Bonatti al Resegone

Lombardia, Prealpi Lombarde, Gruppo Resegone, Lecco


Relazione attinente alla scalata sulla via di roccia "Bonatti" alla Bastionata del Resegone effettuata in data 29 agosto 2014 da Toso e Gianlu.


Sta scritto nel libro del destino che, tosto o tardi,
 l'alpinista cadrà vittima del "furor scribendi";
 e poiché è del tutto inutile che un semplice mortale 
opponga resistenza agli dei, 
mi sono sottomesso ai loro voleri.
[A.F. Mummery, Le mie scalate nelle Alpi e nel Caucaso,
Viglongo (1965), p. 3] 


Itinerario automobilistico: Giunti a Versasio (LC) (Vedi Ubicazione al termine di questo post) si posteggia la macchina nei parcheggi della funivia che porta ai Piani d'Erna;
Avvicinamento: Dal parcheggio della funivia, guardando l'impianto stesso, dirigersi alla propria destra ed imboccare un sentiero che, in discesa, entra nel bosco. Dopo pochi minuti il sentiero sbuca su una strada asfaltata, proseguire su questa verso destra, in salita, fino a che si incontra un sentiero sulla sinistra che sale. Imboccarlo. Indicazioni per Rifugio Stoppani e il sentiero è indicato con il n. 1. Risalire fino a quando si incontra una traccia di sentiero a sinistra che conduce all'amena frazioncina "Costa". Entrare nell'acciottolato del paesello e seguire le indicazioni per il Rifugio Stoppani. Raggiunto il Rifugio si prosegue sempre sul sentiero n. 1, si supera una sorgente e si giunge nei pressi di un guado di un torrente. Superato il torrente si incontra un bivio e qui si seguono le indicazioni per il sentiero n. 6 (attenzione che le scritte del n. 6 possono essere poco visibili in quanto sbiadite). Proseguire sul sentiero n. 6 fino a quando si incontra un bivio con indicazioni per Passo del Fo. Seguirle. Si risale l'ultimo strappo di salita che si dirama nel frammezzo dei faggi e si arriva al passo del Fo (1284 m.s.l.m.) Qui si nota la Capanna Ghislandi sulla destra, si abbandona il sentiero che ora prosegue in discesa e si risalgono delle tracce sulla sinistra che conducono dentro ad un altro boschetto. Si segue il sentiero per 5 minuti e dopo qualche sali-scendi si arriva nei pressi della Bastionata del Resegone (1ora e 30 minuti complessivi);
Dislivello di avvicinamento: 700 m. circa
Lunghezze: 5;
Dislivello in arrampicata: 100 m;
Quota di partenza (avvicinamento): Il parcheggio della funivia che conduce ai Piani d'Erna si trova a 600 m.s.l.m. circa;
Quota di partenza (arrampicata): 1150 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 1450 m.s.l.m. circa;
Difficoltà: VI° obbligato;
Soste: Attrezzate a sipt e catena;
Esposizione: Sud;
Vie di fuga: In doppia dalla via;
Tipo di roccia: Calcare;
Materiale: N.d.a. (portare qualche friend piccolo e medio per integrare soprattutto nell'ultima lunghezza);
Tempo di arrampicata: Noi abbiamo iniziato a scalare alle 15.30 e alle 19.00 siamo arrivati all'ultima sosta, quindi 3 ore e mezza; 
Discesa: Con due doppie da 60m.;
Attacco: Arrivati alla bastionata del Resegone, si nota immediatamente un enorme masso appoggiato. 10-15 m. prima del masso (quindi a sinistra guardando la parete) si può notare un chiodo con anello. Questo è l'attacco della via Nuovi Orizzonti. I primi due tiri di questa via ci permetteranno di arrivare alla grande cengia ove inizia la via Bonatti vera e propria;

L'attacco della via Nuovi Orizzonti


Relazione:
Primo Tiro (VI°, 40m.): Dal chiodo con anello andare a sinistra risalendo la facile rampa, poi portarsi esattamente sulla verticale del chiodo e iniziare la scalata che si fa più impegnativa in direzione sinistrorsa (chiodi visibili). Arrivati nei pressi di una placchetta leggermente panciuta (chiodo) vincerla sulla destra con un movimento impegnativo (VI°), poi proseguire dapprima in verticale e poi andando verso (e vincendolo) un diedrino fessurato, al termine del quale andare verso sinistra e con passo deciso raggiungere la soprastante cengia dove si sosta su due spit e catena. Primo tiro molto fisico, impegnativo, abbastanza stancante per le braccia. Chiodato molto bene.

Il primo tiro visto dall'alto. Si noti la verticalità
Gianlu impegnato sulla prima faticosa lunghezza


Secondo Tiro (VI°, 15m.): La via da seguire, alla destra della sosta, è ben evidente in quanto indicata molto bene dai chiodi. Chiodatura quasi da falesia, ma arrampicata richiesta molto tecnica e per niente banale. Arrivati alla soprastante cengia, ignorare la prima sosta che s'incontra ed andare ad assicurarsi alla sosta (2 spit e catena) che si trova 5 metri a destra;

La seconda lunghezza
Pur essendo corto, questo tiro oppone verticalità,
esposizione e richiede un'arrampicata tecnica

Gianlu alla fine del secondo tiro, all'inizio del
facile traverso in cengia


Terzo Tiro (VI°, 40 m.): Alla destra della sosta si nota subito un chiodo e poco più su un cordone che penzola. Quella è la via da seguire. Arrivati al cordone (movimento molto tecnico) si prosegue in diagonale destrorsa su tacchette molto delicate ma ben protette dai chiodi. Dopo circa una quindicina di metri si deve cambiare direzione andando in diagonale sinistra. Si consideri che si devono seguire i chiodi, da ogni chiodo si vede il successivo. Poco dopo il cambio di direzione si incontra il passo chiave della via, un movimento in traverso con direzione sinistrorsa piuttosto delicato (VI°, presenza di un chiodo piegato che consiglio di ignorare onde evitare attriti). Vinto questo passaggio la via prosegue in verticale affrontando un diedrino fessurato (V°) che conduce sulla cengia. Da qui spostarsi, con movimenti delicati (III°), verso sinistra fino ad incontrare la sosta posta sotto una serie di scaglie rocciose strapiombanti. Lunghezza assolutamente poco logica e ancor meno intuitiva, se non ci fossero i chiodi ad indicare la direzione sarebbe veramente arduo trovare il passaggio;

Il pallino rosso è Gianlu all'inizio del terzo
tiro. Si notino la lunghezza, la verticalità
e l'esposizione

Gianlu sulle placchette terminali della terza lunghezza

Sulla cengia alla fine del terzo tiro


Quarto Tiro (VI°-, 15m.):  A differenza del precedente questo tiro, invece, è molto logico. Si sale sulle scaglie strapiombanti che sovrastano la sosta (presenza di un chiodo e di uno spit), poi si esce dalla sezione strapiombante con una bella arrampicata atletica verso sinistra. Da qui si segue l'evidente diedro fino al suo termine e si esce sostando sulla destra. (Presenza, sulla sinistra poco più in alto, di altre due soste da ignorare). Lunghezza molto divertente, protetta molto bene, che richiama lo stile di arrampicata delle palestre indoor;


L'inizio della quarta lunghezza
Gianlu sul quarto tiro
Sul diedro finale della quarta lunghezza




Quinto Tiro (V°+, 35m.): Leggermente a destra della sosta si possono notare un chiodo ed uno spit che spiccano sulla placchetta sovrastante. Proseguire in quella direzione vincendo senza particolari difficoltà (V°) la placchetta, al su termine si traversa verso destra su terreno piuttosto facile (IV°+) per circa 8 m., poi andare verso sinistra seguendo una rampa facile e piuttosto evidente. (Attenzione, qui non si vedono chiodi, la parte finale di questa lunghezza potrebbe essere bagnata e per individuare la via è necessario un minimo di intuito alpinistico). Si arriva in sosta al termine della via proprio sotto i prati sommitali della bastionata;

La placca iniziale della quinta lunghezza
Gianlu in uscita dalla via Bonatti


Discesa: La discesa avviene con due doppie(se si dispone di due mezze da 60m.):
Prima calata: Dall'ultima sosta ci si cala fino alla cengia dove inizia il terzo tiro (la via Bonatti in senso stretto);
Seconda calata: Dalla sosta sulla cengia (ove inizia il terzo tiro) ci si cala fino alla base;



Considerazioni finali: Via molto bella e piuttosto impegnativa che oppone un'arrampicata di grande soddisfazione. Fare attenzione alle relazioni che gradano questa via 5b-5c. Su tutte le lunghezze c'è almeno un passo di VI° (tranne sull'ultima) e le protezioni sono soprattutto a chiodi. L'arrampicata è atletica e richiede una discreta esperienza alpinistica ed arrampicatoria. La bastionata si trova in una posizione piuttosto isolata (tant'è che con un buon passo s'impiega 1 ora e mezza di avvicinamento), ma di indubbio fascino.
Erano anni che volevo fare questa scalata e la sua realizzazione è stata decisamente appagante e confacente alle aspettative. Rimane anche la soddisfazione di aver fatto la via tutta in libera salvo qualche pezzo bagnato dove ho preferito non rischiare. In particolare l'ultima lunghezza, quella che doveva essere più facile, era completamente bagnata, ma purtroppo qui, i chiodi sono piuttosto distanti...


Riferimenti Bibliografici:
Testi: E. Pesci, Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como,  Versante Sud ed., Milano (2006), pp. 54-56;
Cartine: Grigne, Resegone, Campelli, Tre Signori, Legnone, Cartina turistica escursionistica 1:35.000, Comunità montana della Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera 

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