Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


giovedì 24 gennaio 2013

Cima Piazzotti (2349 m.s.l.m.)

Alpi Orobie -Val Gerola - Morbegno (SO) - Valtellina - Lombardia

Relazione attinente l'escursione del 4 dicembre 2011. Toso, B.C., Laura e Vincenzo



L’alpinismo comincia dove il turismo finisce
[Reinhold Messner su Montagne 360° del settembre 2012 p. 45]



In rosso il tracciato del percorso

Dati Tecnici Trekking: Il trekking descritto attiene ad un percorso di andata e ritorno che percorre sempre lo stesso sentiero. Inizialmente le intenzioni erano quelle di fare un percorso ad anello. Purtroppo, però, una serie di eventi (ghiaccio sul sentiero, dimenticanza di ramponi da parte di qualcuno, inesperienza di qualche altro, ecc.) c'hann fatto desistere. La gita è stata comunque molto bella; 
Percorso automobilistico: Vedi Ubicazione alla fine di questo post. Dal paese di Gerola Alta si prosegue, seguendola fino alla fine, la strada che termina al parcheggio da cui partono gli impianti della località sciistica di Pescegallo;
Dislivello Complessivo: 900 m. circa - Dal parcheggio di Pescegallo (1445 m.s.l.m.) alla Cima Piazzotti (2349 m.s.l.m.), passando per il Rifugio Benigni (2222 m.s.l.m.);
Tempistica: Abbiamo iniziato il trekking alle 09.30, alle 13.00 eravamo in vetta alla Piazzotti e alle 16.30 eravamo nuovamente alla macchina. Quindi 7 ore per l'intero percorso descritto.
Attrezzatura: Normale dotazione da Trekker se fatto in tarda primavera, in estate o all'inizio dell'autunno. Se fatto nel periodo descritto meglio portare ramponi, picozza, corda ed imbraco. E' molto probabile trovare, come è successo a noi, alcuni tratti ghiacciati;
Periodo Consigliato: Per una bella e facile camminata si consiglia il periodo da maggio ad ottobre. Per un trekking più impegnativo si consiglia il periodo a cui si riferisce la relazione;
Difficoltà: F+;
Segnavia: 145;
Acqua: Alla partenza e nei pressi dei Rifugi Salmurano (1848 m.s.l.m.) e Benigni;
Punti di Appoggio: Gli unici punti di appoggio che si trovano sono il Rifugio Salmurano (1848 m.) che s'incontra dopo una mezz'oretta abbondante di cammino e il Rifugio Benigni (2222 m.s.l.m.) posizionato a 20 minuti dalla cima. Entrambi questi rifugi, al momento della gita proposta, erano chiusi;

Non è raro fare incontri interessanti lungo il sentiero
Riferimenti tempistico-altimetrici:
h. 09.30 - 1445 m.s.l.m. - partenza;
h. 10.00 - 1670 m.s.l.m.
h. 11.00 - 2005 m.s.l.m.
h. 12.00 - 2215 m.s.l.m. - Rifugio Benigni;
h. 13.00 - 2360 m.s.l.m. - Cima Piazzotti;
h. 14.00 - 2185 m.s.l.m.
h. 15.00 - 1910 m.s.l.m.
h. 16.00 - 1470 m.s.l.m.
h. 16.30 - 1445 m.s.l.m. - ritorno alle macchine.

Cima Piazzotti

Relazione trekking: Dal parcheggio in asfalto del Pescegallo si risale la comoda e larga carrareccia che si dirama alla destra degli impianti e delle piste.
Lungo la salita c'è la possibilità di fermarsi ad ammirare la Val Gerola.

Vista sulla Val Gerola


Nel volgere di 40-45 minuti arriviamo ad un tornante ove, su un grosso masso posizionato sulla destra, si legge la scritta Denti della Vecchia, Val Tronella. Da qui, si vede il Rifugio Salmurano che è a 5 minuti di distanza e si vede, proprio davanti a noi, la sella ove si insinua il Passo di Salmurano (2017 m.s.l.m.).

Il sasso su cui spiccano le scritte indicatrici. Da questo punto in poi si
abbandona la carrareccia e si prosegue per traccia di sentiero fino
all'evidente sella del Passo di Salmurano
Il Rifugio Salmurano posto a 1848 m.s.l.m. chiuso in questa stagione
Il tracciato verso il Passo di Salmurano


Abbandoniamo quindi la carrareccia che porta al Rifugio Salmurano e seguiamo invece il sentiero che, attraversando tutte le Foppe di Pescegallo, conduce in circa 20 minuti al Passo di Salmurano. Il sentiero, essendo esposto a Nord, presenta qualche residuo di ghiaccio.


Il Passo di Salmurano. La traccia rossa indica il sentiero che abbiamo
percorso in salita, la traccia blu, quello percorso in discesa

Laura e Vincenzo sul sentiero, a tratti ghiacciato, verso il Passo Salmurano


Arrivati al Passo, la vista che si apre sulla Val Salmurano e sul versante bergamasco delle Orobie è veramente interessante. Sarà che questo versante è baciato dal sole, ma è particolarmente piacevole fermarsi a guardare la valle sottostante e a fare le foto di rito.

Passo di Salmurano 2017 m.s.l.m. 
La bella Val Salmurano in veste autunnale

Prendiamo a destra, lungo il sentiero che, procedendo a mezza costa, segue un percorso a semicerchio e conduce, in una decina di minuti all'imbocco di uno stretto canale.


Il sentiero che porta allo stretto canale



Dentro al canale il sole non c'arriva e troviamo un po' di ghiaccio che insidia l'incedere. Senza calzare i ramponi, ma solo facendo un po' di attenzione, usciamo dal canale senza alcun problema.

Dentro al canalino 


Fuori dal canalino ghiacciato ritroviamo il sole e riprendiamo la marcia sul comodo sentiero.
Arriviamo ad un tratto, però, che il ghiaccio sul percorso è così spesso e ampio che ricopre tutti gli spazi possibili ove mettere gli scarponi. Quindi, per evitare di calzare i ramponi, abbandoniamo il sentiero e ci inerpichiamo per un ripido solco erboso che dopo una cinquantina di metri ci riporta sullo stesso sentiero più in alto.

Il tratto ghiacciato che ci ha costretti alla deviazione
Il nuovo percorso che abbiamo fatto


Da qui, in pochi minuti arriviamo al rifugio Benigni e al bacino del Lago Piazzotti (2222 m.s.l.m.) che è, ovviamente, ricoperto da uno strato di ghiaccio.

Rifugio Benigni


E' mezzogiorno e ne approfittiamo per mangiare un boccone.
Dal rifugio si vede benissimo la vetta del Piazzotti e così decidiamo di andare a farci la foto sulla croce sommitale. Calziamo fin da subito i ramponi, in quanto il percorso è interamente ricoperto da neve dura. La B.C., che li ha dimenticati, si lega in cordata con me. In 20 minuti siamo sulla Cima Occidentale di Piazzotti (2349 m.s.l.m.)

Verso la vetta Piazzotti

In Cima al Piazzotti


Da qui la vista spazia sia sulla Val di Trona e il suo lago sia sulla Val d'Inferno. Siamo proprio sullo spartiacque tra le Orobie Valtellinesi e quelle Bergamasche.

Il Lago di Trona 1805 m.s.l.m.

Sono le 13 e dopo aver scattato le foto di rito, riprendiamo la discesa. Nel volgere di circa un quarto d'ora siamo nuovamente nei pressi del Rifugio Benigni.

Il lago Piazzotti 2222 m.s.l.m.

Il Rifugio Benigni ripreso nei pressi della Cima Piazzotti

Dobbiamo abbandonare l'idea originaria di scendere lungo il canale che si trova alle spalle del rifugio in quanto questo canale è completamente ghiacciato. La B.C. senza ramponi, Laura e Vincenzo senza esperienza, avventurarsi giù di qua sarebbe andare a cercar grane. Peccato, perché mi sarebbe piaciuto fare questo percorso ad anello che passa alle spalle dei Denti della Vecchia e che, passando nei pressi del Lago di Trota c'avrebbe riportati al parcheggio del Pescegallo. Sarà per un'altra volta.

Il canale ghiacciato che non abbiamo percorso
I Denti della Vecchia visti dal Rifugio Benigni

Riprendiamo pertanto a ritroso, lo stesso sentiero di salita. Nel punto ghiacciato ricalziamo i ramponi e poi rifacciamo in discesa, senza alcun problema, lo stretto canale che ci riconduce al Passo di Salmurano. Durante il percorso abbiamo modo di notare un branco di camosci che, proprio sopra di noi, ci osservano con attenzione.

Camoscio

Da qui, invece di percorrere il sentiero di salita che, come detto, presentava qualche tratto insidioso dovuto alla presenza del ghiaccio, andiamo in direzione dell'ultimo impianto di risalita e da qui, lungo la pista, arriviamo al Rifugio Salmurano. Poi percorriamo tutta la carrareccia che in 20 minuti ci riporta alle macchine.

I Denti della Vecchia visti dal Pescegallo



Considerazioni Finali: Bella gita che, pur partendo da un ambiente piuttosto addomesticato, quale può essere quello degli impianti di Pescegallo, conduce il trekker a visitare dei luoghi selvaggi ed ameni. Soprattutto se fatta nel periodo descritto, l'escursione è qualcosa di più di una semplice passeggiata.
Il colpo d'occhio sulla vallata bergamasca mi ha colpito particolarmente, forse per il contrasto tra il settore degli impianti sciistici da una parte e quello della montagna "vera" dall'altro.
Ricordo, per altro, che anche la prima volta che arrivai su questo spartiacque con gli sci d'alpinismo (Vedi Relazione) nel gennaio del 2011, provai la stessa piacevole sensazione nel vedere questo versante di montagna innevato.
Anche la vallata che, purtroppo, non siamo riusciti a percorrere in discesa e che passa sotto la parete sud-ovest  dei denti della vecchia, l'ho trovata particolarmente attraente. Anche in questo caso, credo che, a colpirmi, sia il suo aspetto selvaggio.


Riferimenti bibliografici:
Cartografia: Grigne, Campelli, Tre Signori, Legnone - carta turistica 1:35.000, 2° ed., Milano 2001, Regione Lomnbardia e APT Lecchese 



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