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Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


domenica 1 luglio 2012

Bec Raty (2383 m.) - Via ex articolo 18

Valle di Champorcher - Bard - Valle d'Aosta

Ascensione effettuata in data 16 giugno 2012 da Toso e B.C. (in alternata con partenza del Toso)


Il Bec Raty





Itinerario automobilistico: Dal paese di Champorcher, nei pressi di una farmacia, si sale a sinistra per una piccola stradina secondaria che conduce alle frazioni di Gran e Petit Mont Blanc (Vedi Ubicazione alla fine di questo post). Si prosegue sulla strada anche quando diventa sterrata sempre seguendo le indicazioni per Rifugio Dondena. La macchina verrà lasciata in prossimità di un bivio che a destra conduce al Lago de ratè (indicazioni).

In blu evidenziato il percorso di avvicinamento
Avvicinamento: Lasciata la macchina nei pressi del bivio del sentiero che, sulla destra, conduce al Lago di Ratè, si risale quest'ultimo sentiero contrassegnato 9A. Dopo una decina di minuti scarsi s'incontrano sulla sinistra delle baite, si prosegue ancora per qualche metro e si incontra una traccia che, sulla sinistra, abbandona il sentiero principale e prosegue in direzione del Bec Raty. Si supera un torrente e, sempre per tracce ed ometti si arriva, in altri 10 minuti, all'attacco. Come indicato nella foto.


In evidenza i primi due tiri della via




Dislivello di avvicinamento: 100 m. scarsi;
Lunghezze: 10 tiri;
Dislivello in arrampicata: 300 m. circa;

Quota di partenza (avvicinamento): 1900 m.s.l.m. circa;
Quota di partenza (arrampicata): 2000 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 2382 m.s.l.m.;
Difficoltà: 6a+;
Soste: 
Non tutte le soste sono con spit e catena. Alcune hanno gli spit uniti da vecchi cordini. Conviene, pertanto, portare seco il necessario per unire i chiodi di sosta;
Esposizione: Sud-Est;

Vie di fuga: probabilmente in doppia dalla via;
Tipo di roccia: Gneiss;
Materiale: Normale dotazione alpinistica per arrampicata di tipo plasir. Non credo che sia necessario integrare, noi non l'abbiamo fatto. La spittatura è da falesia;
Tempo di arrampicata: abbiamo iniziato alle 12.30 e siamo arrivati al termine della via alle 16.30;
Discesa: Dapprima per tracce e poi per il sentiero 9A che riporta alla macchina; 

Attenzione: Roccia buona ma non ottima, può rimanere in mano qualcosa!
Attacco: Guardando attentamente nei pressi del diedro indicato dalla foto si vedono molto bene i due spit che proteggono l'abbrivio del primo tiro. Questo è l'attacco. Le foto aiutano.
Relazione:
Primo Tiro (4a, 20m.): Si risale il facile salto roccioso iniziale e si supera senza grossi problemi il successivo diedro che tende a destra. Chiodi nei posti giusti. Non occorre integrare. Via logica ben appigliata.

Il Toso in partenza


Secondo Tiro (5c, 25m.): Si risale la facile rampa (4a) sulla destra ove troneggia uno spit. Poi la roccia diventa verticale e ci si deve spostare a sinistra seguendo un'evidente spaccatura orizzontale. La progressione  avviene sulla direttrice diagonale sinistra in direzione di un evidente diedrino. Gli spit sono molto vicini e credo che si possa azzerare agevolmente. Le relazioni gradano questi due-tre metri 6a. Io li ho trovati un po' più facili. Arrivati al diedrino le difficoltà si abbattono leggermente e si prosegue per alcuni metri ancora fino in sosta. Siamo sul 5b.

La B.C. all'inizio del passo chiave della seconda lunghezza


Terzo Tiro (4c, 15m.): L'arrampicata prosegue sulla direttrice logica e verticale. Non oppone particolari difficoltà ma non regala neppure indimenticabili emozioni. Lunghezza corta.
Quarto Tiro (5b, 30 m.): Si affronta l'evidente fessura, la si risale per tutta la sua lunghezza e si supera un tetto ben appigliato(5b). Passaggi molto belli. Poi la via prosegue leggermente a sinistra su gradi più bassi fino ad arrivare in sosta.

La B.C. sulla quarta lunghezza. Si noti la fessura
che ne caratterizza la prima parte
La B.C. al termine della lunghezza


Quinto Tiro (4a, 25 m.): La via prosegue inizialmente per sassi ed erbe con un breve tratto di collegamento fino a raggiungere un'evidente placca appoggiata. Si prosegue sulla placca (3a) in direzione del diedro fessurato che oppone difficoltà sul 4a. In cima al diedro si sbuca su un'altra placca-cengia. Qui ci si deve spostare a sinistra e sostare sulla sosta i cui due fix sono uniti da una vecchia fettuccia. Fare attenzione, qui si vedono almeno tre soste diverse. La nostra (nel caso la fettuccia un giorno dovesse venir a mancare) è quella posizionata proprio sotto lo spigolo su cui è evidente una lunga serie di spit.

Il tratto iniziale della quinta lunghezza è un collegamento erboso con
l'evidente diedro
Il Toso in azione sul facile diedro


Sesto Tiro (6a+, 30 m.): Si risale la roccia in direzione dello spigolo. C'è un diedrino proprio sotto un aggetto su cui spicca un ancoraggio. Le protezioni sono piuttosto vicine. Il grado è sul 6a. Vinto il tettino si prosegue lungo lo spigolo portandosi il più possibile a destra, verso il filo esterno dello spigolo. Qui si devono fare un paio di metri di arrampicata su tacchettine rovescie e sfuggenti. Il grado è sul 6a+ ma credo che si riesca ad azzerare dato che gli spit sono proprio vicini. Vinto lo spigolo, l'arrampicata prosegue più facile per alcuni metri fino alla sosta.

La B.C. all'inizio del sesto tiro. Il passaggio duro è più in alto


Settimo Tiro (5c, 25 m.): Si affronta il primo balzo roccioso piuttosto facile (4c). Poi si supera una seconda rampa che conduce proprio sotto un grosso tetto aggettante. Fin qui nulla di impossibile. Poi la via prosegue in traverso a destra, sotto il grande tetto, per alcuni metri fino in sosta. L'inizio del traverso, soprattutto la prima rinviata, all'uscita della seconda rampa proprio sotto il tetto, l'ho trovata piuttosto delicata. Il grado non è altissimo, saremo sul 5c, ma è da fare attenzione! Il traverso non rappresenta un grosso ostacolo (5a). Si arriva in sosta proprio sotto un pilastrino nero che caratterizza il tiro successivo.

Il Toso tra la prima e seconda rampa della settima lunghezza
Il Toso prima del traverso


Ottavo Tiro (6a+, 20 m.): Il percorso è logico. Gli spit, vicini e ben visibili, indicano la via. Si tratta di un'arrampicata tecnica e delicata su microtacche. Il tutto è molto ben protetto. Credo che si riesca ad azzerare agevolmente. Usciti dal pilastrino si fa sosta su una placca appoggiata.

La B.C. sta per affrontare il passaggio chiave del tiro


Nono Tiro (5a, 45 m.): Si prosegue con una facile camminata in direzione della vetta del Bec Raty (Sud). Ad un tratto si incontra, sulla destra, un camino su cui spicca evidente un lungo cordone. Si risale il camino per tutta la sua lunghezza (5m. 5a). Fare attenzione perché un grosso masso è piuttosto mobile. Si esce in placca appoggiata. Si fa qualche metro ancora in direzione della vetta del Bec Raty (Sud) e si trova la sosta. Alla nostra destra è presente un bel larice, credo che volendo si potrebbe fare sosta anche su questo albero.

La B.C. sulla placca finale dell'ultimo tiro. Si noti a sx il larice
che caratterizza un punto di riferimento
Giochi di bruma sulla cresta sommitale


Decimo Tiro (3a, 40 m.): Volendo si può proseguire ancora verso la vetta del Bec, su placca appoggiatissima fino ad incontrare l'ultima sosta nei pressi della vetta. In realtà quest'ultimo tiro è piuttosto inutile. La vetta è un piatto panettone di sfasciumi.

In vetta


Discesa: Si seguono le tracce e gli ometti che conducono in 15 minuti al sentiero 9a. Da qui in 30 minuti al parcheggio.


Considerazioni finali: Via bella e non particolarmente difficile in ambiente spettacolare. La spittatura è da falesia il che conferisce a tutta l'arrampicata una notevole sicurezza. Sbagliare via è veramente difficile. Alcune relazioni gradano questa via TD. Credo sia un po' esagerato, anche se si tratta di una via con dislivello in arrampicata di oltre 300 m. e con almeno due lunghezze sul 6a. Avvicinamento e discesa veloci e  facili. Noi l'abbiamo scelta proprio perchè la caviglia della B.C. non poteva reggere ad avvicinamenti più impegnativi Fare solo attenzione che qualche appiglio può essere mobile.
L'uscita in vetta e la successiva discesa, regalano panorami veramente splendidi.



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