Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


giovedì 14 gennaio 2016

Via Asti-Aiolfi con variante Pellicioli-Bombardieri in Presolana Orientale (2490 m.s.l.m.)

Lombardia, Alpi Orobie, Gruppo della Presolana, Bergamo

Relazione attinente alla scalata sulla via di roccia "Asti-Aiolfi" allo parete della Presolana Orientale, effettuata in data 1 novembre 2015 da Toso e PMI

Non ci sono salite belle o brutte. 
Per me ogni salita è una storia a 
e ognuna ha sempre qualcosa di bello 
da regalarmi.
[Michele Cisana, Nel giardino di pietra, controcopertina]


In rosso indicato il percorso di
avvicinamento (fino al punto blu dove
inizia la via). Il resto indica la discesa


Itinerario automobilistico: Da Bratto (Vedi Ubicazione alla fine di questo post) salire sulla strada provinciale in direzione del Passo della Presolana e parcheggiare la macchina nello spiazzo antistante la struttura Casa Vacanze Neve, alla via Cantoniera 93 di Castione della Presolana. La struttura si trova sulla sinistra salendo, il parcheggio a destra. Di fronte al parcheggio è individuabile una pista di bob-slittino;
Avvicinamento: Dal posteggio della macchina attraversare la strada e dirigersi verso la struttura Casa Vacanze Neve, dirigersi a destra (in salita) e subito dopo imboccare la stradina alle spalle della Casa (Via Cassinelli), dirigersi verso una sbarra di ferro che chiude il passaggio, superarla e inoltrarsi nel bosco di conifere seguendo il sentiero indicato da bolli rossi e bianchi. Nel volgere di 45 minuti (sempre seguendo il sentiero in salita) si arriva nei pressi della Baita Cassinelli (1568 m.s.l.m.). Poi si prosegue sul sentiero (seguendo la traccia che sale a destra e ignorando quella che sale a sinistra) e nel volgere di un'oretta si giunge nei pressi della parete Sud della Presolana Centrale. Per raggiungerla si deve seguire un sentiero che sale a destra (abbandonando, quindi quello che si sta seguendo che porta verso il bivacco) in direzione dello spigolo Longo. Arrivati nei pressi della parete rocciosa, il sentiero costeggia la stessa in direzione Est e prosegue in salita. Ci sarà da superare il Canale Bendotti, scendendo nel fondo e risalendo dall'altra parte (presenza di catene)e poi proseguire sempre per il sentiero segnalato da bolli rossi e bianchi. A questo punto si distingue chiaramente la parete sud della Presolana Orientale e dopo essersi portati sufficientemente in alto si abbandona il sentiero dirigendosi verso l'attacco della via. (2 ore e mezza dal parcheggio della macchina, 1 ora dal bivacco Città di Clusone);
Dislivello di avvicinamento: Da 1290 m.s.l.m. (posteggio della macchina nei pressi del Passo della Presolana) a 2200 m.s.l.m. circa (attacco della via Asi Aiolfi) 1000 m. circa;
Lunghezze: 4 tiri;
Dislivello in arrampicata: 150 m. circa;
Quota di partenza (avvicinamento): 1290 m.s.l.m. circa posteggio della macchina di fronte alla Casa Vacanze Neve nei pressi del Passo della Presolana;
Quota di partenza (arrampicata): 2200 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: Vetta del Pizzo della Presolana Orientale 2490 m.s.l.m.;
Difficoltà: V°;
Soste: Su chiodi, altre su clessidre, altre ancora da attrezzare su spuntoni;
Esposizione: Sud;
Vie di fuga: Nessuna/Forse in doppia dalla via;
Punti di appoggio: Bivacco Città di Clusone (2085 m.s.l.m.), Baita Cassinelli (1568 m.s.l.m.);
Tipo di roccia: Calcare;
Materiale: Normale dotazione alpinistica con due mezze corde da 60 e il necessario per integrare, chiodi e martello non utili;
Tempo di arrampicata: Noi abbiamo iniziato ad arrampicare alle 11.45 e siamo arrivati alla fine della via (alla fine del quinto tiro) alle 13.45, quindi 2 ore. Da qui per arrivare in vetta alla Presolana Orientale si consideri ancora una mezz'oretta;
Discesa: Dal sentiero della normale alla Presolana Orientale; (2 ore dalla vetta alla macchina);
Attacco: Chiodo con cordino posizionato tra due evidenti cavità naturali (vedi foto);


L'attacco della via Asti-Aiolfi


Il tracciato della via Asti-Aiolfi
con variante Pelliccioli-Bombardieri

Relazione:

Primo Tiro (V, 30m.): Si sale la placca in direzione diagonale sinistra verso un primo diedro. Per raggiungere il diedro si deve superare una placca compatta che si vince standone al di sotto e attraversandola da destra verso sinistra (chiodo prima e dopo la placca, passaggio di V azzerabile). Poi si affronta il diedro, lo si risale (V-) e si prosegue in diagonale sinistra, verso un’evidente lama staccata. Si traversa a sinistra con arrampicata atletica esposta ma ben protetta (V-), si raggiunge la salama stacca e si risale il soprastante diedro vincendolo con un bel passo atletico e ultima protezione un po' lontana. Sosta sul pulpito su tre spit o, leggermente a sinistra, su chiodi (sosta originale).


La prima parte del primo tiro
La PMI sulla lama staccata
La PMI in sosta alla fine della
prima lunghezza

Secondo Tiro (V, 35m.): Si risale in verticale sopra la sosta a chiodi arrampicando su un sistema di fessure e placche(V) in direzione dell'evidente diedro-camino-fessura. Raggiuntolo lo si vince con un passo tecnico ma ben protetto, al suo termine ci si sposta a sinistra  su una cengia ove si sosta su clessidre. Cordone presente sul posto da integrare.

La linea della seconda lunghezza
Se si è sostato sulla prima
sosta ci si sposta a sinistra
verso la sosta a chiodi
Il Toso ingaggia la prima
parte del tiro
Il Toso dopo aver superato
il passo chiave della seconda
lunghezza
Terzo Tiro (V, 40m.): Dalla sosta, se si guarda a sinistra si vede un pilastro staccato dalla parete che costituisce la via originale. Noi faremo, invece, la variante Pellicioli-Bombardieri che sale in verticale sopra la sosta. I primi metri sono duri (V) ma ben protetti e divertenti. Poi si affronta l'evidente diedro camino che sale con direzione sinistrorsa. Al termine proseguire per terreno più facile (III) in diagonale sinistra. Sostare su spuntone dove si reputa più opportuno;
Il Toso all'inizio
del terzo tiro
Il Toso al termine delle
difficoltà


La terza lunghezzasale lungo l'evidente
diedro-camino
Alla seconda sosta siamo circa
all'altezza del Visolo (2369m.s.l.m.)
Alla sinistra della seconda sosta si
erge un pilastro staccato. Qui passa
la via originaria Asti-Aiolfi


La terza sosta è su spuntone
Quarto Tiro (II, 50m.): Dalla sosta salire in verticale per facili rocce (II) con percorso libero. Assenza di chiodi ma abbondanti possibilità di integrare. Si sosta al termine della corda su spuntone.


L'ultima facile lunghezza. Percorso
non obbligato.
Anabasi alla vetta della Presolana Orientale: Dalla sosta su spuntone si può proseguire (anche slegati) per facili roccette (I) in direzione Est (Destra faccia a monte) verso il filo di cresta. Ad un certo punto si intercetta la traccia di sentiero segnata da ometti e qualche raro bollo rosso che percorsa in salita conduce, in circa 20 minuti, dapprima all'anticima e poi alla vetta della Presolana Orientale (più bassa dell'anticima). Fare attenzione per la presenza di sassi instabili su tutto il sentiero e per il fatto che, ad un certo punto, sulla cresta, si passerà dal versante Nord con qualche passaggio esposto e può capitare (come a noi) di calpestare neve soprattutto nelle stagioni fredde.


Verso la vetta della Presolana Orientale


Il sentiero passa dal versante Nord e
può capitare di calpestare neve
La foto è stata fatta dall'acme della
Presolana Orientale. Si noti come
l'anticima sia più alta della cima...


Discesa: La discesa avviene a ritroso lungo il sentiero appena percorso. Si segue la traccia di sentiero e gli ometti in discesa fino alla Bocchetta del Visolo. Qui ci sono le indicazioni per il Passo della Porta a sinistra (da ignorare) e per il Monte Visolo dritto (da ignorare). Si dovrà, invece, seguire le indicazioni per la Cappella Savina e il Bivacco Città di Clusone e in pochi minuti si arriverà al punto in cui si è lasciato il sentiero per dirigersi all'attacco della via. A questo punto basta seguire in discesa il sentiero fatto all'andata.






Considerazioni finali: La sensazione che ho provato quando stavo per staccare i piedi da terra e avventurarmi in questo oceano di roccia è stata di smarrimento. Questa parete di grigio calcare, pur  non enorme, sovrasta l'alpinista e gli rammenta la sua piccolezza e la sua fragilità. Poi inizi a scalare, raggiungi il primo chiodo, individui la placca, l'affronti e scopri che è più facile di quello che dicono le (poche) relazioni. Vinci il successivo diedro e, un po' con esperienza, un po' con logica ed intuito, capisci lo sviluppo del primo tiro. Il primordiale timore reverenziale, lentamente svanisce lasciando spazio alla piacevolezza dell'arrampicata. Dal secondo tiro in poi la via di salita appare evidente. Il terzo tiro, soprattutto nel tratto iniziale offre un'arrampicata meravigliosa. 
La via Asti-Aiolfi con variante Pellicioli-Bombardieri alla Presolana Orienatale è proprio una bella via. Una classica, poco conosciuta, breve ma non banale che si sviluppa su roccia ottima e ben protetta. L'arrivo in vetta alla Presolana, la "giusta" soluzione come dice Michele Cisana, rappresenta la classica ciliegina sulla torta. Scendere da questa via senza fare una capatina in cima alla Presolana sarebbe, infatti, come mangiare un piatto di pizzoccheri senza annaffiarlo con uno (o due) bicchieri di rosso.






Riferimenti Bibliografici:
Testi M. Cisana, Nel giardino di pietra, arrampicate tra il Lago di Como e il Lago d'Iseo, Idea Montagna ed., Padova (2015), pp. 356-358




http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2016/01/Relazione-Asti-Aiolfi.pdf

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