Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


giovedì 18 settembre 2014

Via Ottobre Rosso al Monte Piezza

Lombardia, Alpi Retiche, Gruppo Masino-Bregaglia, Valle di Predarossa, Valtellina, Sondrio

Relazione attinente alla scalata sulla via di roccia "Ottobre Rosso" al Monte Piezza. Ascensione effettuata in data 17 agosto 2012 da Toso e BC.


[..]
io e i miei amici invece vite da neuro
di chi parte ribelle e si ritrova a fare il serio
(cazzo è successo?)
prima eri il debosciato e se ti guardi ingiro adesso sei l'onesto
perché paghi le tue tasse come un pirla
e ami la tua donna senza mai tradirla
[J.Ax, Ancora in piedi, Best Sound, 2011]


Il Monte Piezza
Itinerario automobilistico: Entrati in Val Masino (Vedi Ubicazione al termine di questo post) risalirla fino ad incontrare il paese di Filorera. Da qui seguire le indicazioni per la Valle di Predarossa. Seguirla per alcuni chilometri fino a quando si incontra un ampio ponte che attraversa il torrente. Parcheggiare prima del ponte.
Avvicinamento: Tornare indietro lungo la strada asfaltata appena percorsa e dopo una decina di metri si incontra sulla destra scendendo, sopra il muretto, un ometto che indica una traccia di sentiero. Imboccare il sentiero e percorrerlo fino a quando si incontra una vecchia strada asfaltata oramai completamente ricoperta dalla vegetazione. Percorrere questa strada in salita fino a quando si incontra una grande frana composta da enormi massi. Risalire la frana per un centinaio di metri circa seguendo dei segni azzurri posti sui massi che condurranno ad uscire sulla sinistra e ad imboccare un sentiero nel bosco. Percorrere il sentiero, oltrepassare un vecchio filo spinato e, quando il sentiero si biforca, imboccare la traccia di destra che in pochi minuti condurrà sotto le placche del Monte Piezza. La via inizia nei pressi di un salto roccioso. Spit visibile a destra raggiungibile per una comoda cengia.  


Il sentiero di avvicinamento è segnalato da un ometto
posto proprio sopra il muro che costeggia la strada


Dislivello di avvicinamento: 350 m. circa;
Lunghezze: 7;
Dislivello in arrampicata: 250 m. circa;
Quota di partenza (avvicinamento): 1150 m.s.l.m. circa;
Quota di partenza (arrampicata): 1550 m.s.l.m. circa;
Quota di arrivo: 1800 m.s.l.m. circa;
Difficoltà: TD / 6b+ (A0 e 6a obbligato);
Soste: Attrezzate a spit e catena;
Esposizione: Sud;
Vie di fuga: In doppia dalla via;
Tipo di roccia: Gneiss;
Materiale: Normale dotazione alpinistica, utili protezioni veloci per integrare;
Tempo di arrampicata: Noi abbiamo iniziato alle 10.00 e siamo arrivati al termine della via alle 14.00, quindi 4 ore;
Discesa: In doppia lungo la via;
Attacco: L'attacco si distingue perché posto subito prima di un salto roccioso di poco più di un metro e si sfrutta (per raggiungere il primo spit) una comoda e facile cengia destrorsa;

La B.C: all'attacco della via


Relazione:

Primo Tiro (V°+, 25m): Si parte utilizzando la comoda cengia che traversa a destra per alcuni metri. Poi si risale la placca soprastante in direzione dell'evidente spit. Il prosieguo della via è logico e prosegue lungo fessure e diedri non difficili;


La B.C. sul primo tiro


Secondo Tiro (V+, 25m): Il passaggio chiave della lunghezza è proprio il delicato traverso (verso sinistra) che dalla sosta conduce al primo spit. Poi si doppia lo spigolo, lo si sormonta e si prosegue lungo il successivo diedro. Al termine ci si sposta a sinistra e si affronta un tratto un po' sporco (erboso). Prima di arrivare in sosta un passaggino sul quinto superiore richiede attenzione, ma si riesce a proteggere agevolmente.


Il Toso sulla seconda lunghezza

La B.C. sul secondo tiro


Terzo Tiro (IV°, 35m): Dalla sosta si prosegue in direzione del boschetto sulla sinistra. Lo si attraversa tutto e si risale la successiva facile placca con percorso logico e arrampicata non impegnativa fino alla sosta.


La linea del terzo tiro

Quarto Tiro (VI°+, A0, 50m): Dalla sosta, alzando la testa, si distingue chiaramente il tetto aggettante che si trova un tiro di corda più in alto. La direttrice di questa lunghezza conduce proprio sotto il tetto e lo aggira sulla destra. Gli spit sono numerosi e quindi non c'è pericolo di perdersi. Si parte in verticale con passi inizialmente sul V° grado che, di spit in spit, diventa sempre più VI°+. Un'arrampicata tecnica su microtacche fa da corredo al passaggio chiave di tutta la via: il passo in artificiale. Non vi sono dubbi nell'individuarlo. A parte la parete liscia e verticale, dallo spit soprastante penzola uno spezzone di cordino lungo circa una cinquantina di centimetri. Lo si prende e tirandolo si raggiunge lo spit. Messa la protezione ho capito subito che il passo successivo non era assolutamente banale. Quindi senza perdere tempo, ho inserito un cordino nel rinvio e mi sono fatto una staffa. In questo modo sono arrivato allo spit successivo e da qui, con arrampicata sempre molto tecnica e un po' più atletica di quella fatta fino a qui, si traversa a destra fino alla fine del tetto. Esposizione interessante. Il compagno giù in sosta è bello distante... Un ultimo passaggio faticoso e tecnico permette di sormontare un salto che porta ad un piccolo terrazzino ove si sosta.
Pertanto, nonostante le relazioni gradino il passaggio A0, io l'ho vinto in A1.


Il Toso in partenza sul quarto tiro


La B.C. a metà della quarta lunghezza
La B.C. sul passo chiave della via


Quinto Tiro (VI°+, 50m): La placca liscia soprastante può dare qualche grattacapo a quelli come me che non amano l'aderenza. La successiva fessure obliqua può dare qualche grattacapo a quelli come me che non capiscono bene come prenderla. Si tratta di un movimento, che io ho fatto in dulfer, molto strano e faticoso. Le protezioni sono lontane. Si riesce ad incastrare qualche friend nella fessura, ma nonostante ciò la sensazione di cadere da un momento all'altro è costante fino al termine della fessura. L'ho trovata faticosissima e mi ha dato più di qualche problema riuscire a domarla. Finita la fessura, il resto è normale amministrazione.
Questa lunghezza l'ha ingaggiata la B.C., nonostante fosse arrivata al termine del tiro precedente già provata. Vince l'aderenza in scioltezza, poi, arrivata alla fessura ha deciso, saggiamente di attrezzare una sosta su uno spit e un friend e recuperarmi. Da lì ho proseguito io... Le bestemmie sono state molte


La B.C. sul quinto tiro. Si noti la placca iniziale.
Dopo ci sarà una difficile fessura da vincere
La B.C. in uscita dalla quinta lunghezza

Sesto Tiro (V°+, 25m): Dalla sosta si distingue chiaramente il tiro successivo. Prosegue più o meno in verticale lungo una placca solcata da fessure strette. Si aggira sulla destra un cespuglio e poi si risale la placca. E' un quinto superiore dall'inizio alla fine. Alcune relazioni gradano un passo di 6a... Probabilmente c'è nei pressi di una fessurina che si vede già dalla sosta. Sormontata la placca si tende leggermente a destra fino in sosta.
Molto brava la B.C. che, dopo essere scivolata per una rinviata troppo lunga, ha trovato la grinta e la determinazione giusta per fumarsi in scioltezza il tiro. Nonostante mi fossi dimenticato di darle i nuts... Infatti un micro-nut, inserito nella fessurina, regala una piacevole sicurezza


La B.C. sulla sesta lunghezza. Si noti il tracciato
di questo tiro
La B.C. sul passo chiave della sesta lunghezza

Settimo Tiro (IV°+, 30m): L'ultima lunghezza, dopo essere arrivati fino qui, è una pura formalità. Si prosegue in verticale su percorso logico che si articola, anche, fra alcuni blocchi rocciosi. Vincerli a destra o a sinistra è esattamente la stessa cosa. Si arriva in sosta al termine della via.  


Ultimo tiro




Discesa: La discesa avviene lungo la via di salita sfruttando le varie soste. Noi c'abbiamo impiegato oltre un'ora con la prima doppia incastrata;




Considerazioni finali: Via di concezione sportiva (ma con spittatura piuttosto lontana che può necessitare di integrazione con protezioni veloci) abbastanza impegnativa. In se per se la via non porta da nessuna parte, quindi va affrontata per il solo piacere del gesto arrampicatorio. Offre un'arrampicata abbastanza varia che passa dalla placca d'aderenza alle fessure tecniche ai tetti atletici. Nel complesso la via non mi ha fatto impazzire, ma è stata l'occasione per conoscere un posto nuovo…


http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/09/Ottobre-Rosso.pdf


Nessun commento:

Posta un commento