Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

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Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


domenica 27 aprile 2014

Chilchalphorn (3040 m.s.l.m.) - Ski-Alp

San Bernardino, Splugen, Svizzera cantone dei Grigioni

Relazione attinente alla gita di scialpinismo al Chilchalphorn effettuata il 6 gennaio 2014 da:
Toso, Paolone e altri tre amici
Non ho problemi con il mondo
solo con voi che comandate
se ve ne andate
sarà ancora bello come quando parla Gaber
desolato, ma la vita a me piace!
[Enzo Jannacci (feat. J. ax), Desolato,  Ala Bianca Group, 2013]

Località di Partenza: Hinterrhein (1620 m.s.l.m.)
Località di Arrivo: Vetta Chilchalphorn (3040 m.s.l.m.);
Dislivello: 1420 m. circa;
Tempistica: Noi abbiamo iniziato alle 08.40 ed eravamo in vetta alle 11.40 (3 ore);
Difficoltà: MS;
Esposizione: Sud;
Punti di Appoggio: Nessuno;
Percorso Automobilistico: Noi siamo saliti da dietro la stazione dei pompieri del piccolo paese di Hinterrhein (vedi ubicazione alla fine di questo post), subito dopo aver passato il traforo del San Bernardinio;
Discesa: Lungo l'itinerario di salita;


La vetta del Chilchalphorn (3040 m.s.l.m.)


Riferimenti tempistico-altimetrici:
h. 08.40 - 1620 m.s.l.m. partenza
h. 09.00 - 1765 m.s.l.m.     + 17 m/min
h 10.00  - 2265 m.s.l.m.     + 8 m/min
h 11.00   - 2805 m.s.l.m.    + 9 m/min
h11.40    -  3040 m.s.l.m.   Vetta


Relazione: Noi siamo partiti imboccando una traccia proprio alle spalle della piccola stazione dei pompieri di Hinterrhein, ma credo che vada bene qualsiasi punto di partenza purché si vada in direzione nord, alle spalle del paesello.
Si risale l'ampio e pendente prato innevato che conduce verso alcune baite in legno che, raggiunte nel volgere di pochi minuti, costeggeremo e proseguiremo sempre verso l'alto.
Siamo alla destra orografica del torrente Rappierbach.

Si lasciano alle spalle le case di Hinterrhein e si risale il pendio
innevato che conduce ad alcune baite in legno
Si prosegue in salita risalendo la spalla innevata che conduce nel volgere di pochi minuti ad altre grange. Le ultime che incontreremo. Da qui la pendenza tende ad abbassarsi e s'inizia a vedere sullo sfondo la nostra meta.
Sullo sfondo la vetta del Chilchalphorn

Nei pressi delle ultime sporadiche baite in legno. Da qui in poi
la pendenza tende ad abbattersi


Ora il percorso appare abbastanza logico ed intuitivo, purché ci sia visibilità.
Nonostante l'apparente vicinanza della nostra meta, però, la gita si rivelerà ancora piuttosto lunga.



Il percorso per la vetta è evidente ma anche piuttosto lungo
A 2.700 m.s.l.m. possiamo optare per la soluzione di destra (più sicura)
o per quella di sinistra (solo con neve assestata)


Il percorso si snoda su ampi pendii, facili, sicuri e non particolarmente ripidi, fino a quando si arriva a quota 2700 m.s.l.m. Qui si potrà optare per andare verso destra, in direzione della sella che immette sulla spalla orientale del Chilchalphorn, oppure a sinistra, affrontando il Chilchalphorn frontalmente. Quest'ultima soluzione è un po' più pericolosa e la consiglierei solo con innevamento sicuro.


Nei pressi del bivio
Noi abbiamo optato per la soluzione di destra (la neve non era proprio stabilissima), anche se molte cordate (e il Paolone stesso) sono salite lungo la traccia di sinistra.




Il percorso verso il colle è piuttosto evidente


Nel volgere di una ventina di minuti (dal bivio) si giunge al colle, proprio all'inizio della cresta orientale del Chilchalphorn. Da qui la vista spazia su vette e vallate selvagge.


Oltre il colle del Chilchalphorn la vista si apre su vallate selvagge


La cresta del Chilchalphorn si dipana alla nostra sinistra. Il percorso da seguire è pressoché obbligato.


Il percorso di cresta è facile ed intuitivo
La cima del Chilchalphorn è sempre più vicina
Seguiamo la cresta fino a quando arriviamo in prossimità di alcune roccette, qui ci portiamo sul versante meridionale del Chilchalp e tagliamo tutto il versante nevoso dirigendoci all'evidente cresta sud-occdientale.


L'intuitivo percorso sulla cresta orientale


Abbandonata, in prossimità delle roccette, la cresta orientale, ci si
dirige verso la cresta sud-occidentale


Qui, anche se affiora qualche roccia, il percorso può essere fatto con gli sci ai piedi. La pendenza aumenta e sarà necessario fare qualche pertichetta, ma nel volgere di pochi minuti si giungerà abbastanza agevolmente sulla sommità dei 3040 m.s.l.m. del Chilchalphorn 


La vetta del Chilchalphorn
Foto di rito


Discesa: La discesa avviene per lo stesso itinerario di salita. I pendii sono così ampi che consentono allo sciatore di avere una discreta marginalità di manovra. Occorre solo avere l'accortezza di non scostarsi troppo dalla traccia di salita per evitare di finire in qualche avvallamento della montagna ed essere costretti a ripellare o a terminare la propria discesa troppo lontano dal punto di partenza.






Considerazioni finali: Il Chilchalphorn è considerata una classica dello scialpinismo svizzero. Data la dolcezza dei crinali, a discapito del dislivello abbastanza importante, è una gita che viene fatta in quasi tutte le condizioni nevose.
Anche se richiede un certo livello di allenamento è una ski-alp che mi sentirei di consigliare a scialpinisti quasi neofiti.
La vista che offre la cima è impressionante. Si spazia dal Badile ai grandi 4000 svizzeri. Davvero un incanto. Direi che è un must per ogni scialpinista delle alpi centrali.



http://www.archivioteca.it/wp-content/uploads/2014/04/Relazione-attinente-alla-gita-di-scialpinismo-al-Chilchalphorn-effettuata-il-6-gennaio-2014-da.pdf

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