Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


lunedì 25 marzo 2013

Monte Colombana (2385 m.s.l.m.) - Ski Alp

Val Gerola, Valtellina, Alpi Orobie, Sondrio, Lombardia

Relazione attinente alla gita di scialpinismo sul Monte Colombana del 9 febbraio 2013 - partecipanti: Toso, Paolone, Luca, Patrizia e Orlando


Regola aurea dello scialpinismo: 
Solo itinerari conosciuti quando nevica.
[Toso]


Località di Partenza: Ove finisce la strada che da Gerola Alta porta a Castello. Solitamente l'innevamento inizia a quota 1100 m.s.l.m.;
Località di Arrivo: Vetta Monte Colombana (2385 m.s.l.m.);
Dislivello: 1200 m. circa;
Tempistica: Noi abbiamo iniziato alle 08.45 ed eravamo in vetta alle 11.45;
Difficoltà: BS;
Esposizione: Est/Sud-Est;
Punti di Appoggio: Nessuno;
Percorso Automobilistico: Dal paese di Gerola Alta (vedi Ubicazione alla fine di questo post) seguire le indicazioni per la frazione Castello. Si tratta di una strada asfaltata che risale alla destra (salendo) dopo aver passato il centro di Gerola Alta. Si prosegue su questa strada fino a quando l'innevamento lo consente. Poi s'indossano gli sci;
Discesa: Dallo stesso itinerario di salita;



L'itinerario di salita

In rosso il percorso di salita per scialpinismo sul Monte Colombana
In discesa si ripercorre lo stesso itinerario






Relazione: Lasciata la macchina sulla strada che da Gerola Alta porta a Castello (solitamente chiusa ad una ben determinata altezza) si prosegue lungo la strada asfaltata che ora è completamente innevata.

La partenza


Si supera il ponte sul torrente Vedrano ove sorge una centrale idroelettrica, e dopo circa 100 m. lineari (non di dislivello) si abbandona la strada per risalire dei ripidi prati sulla sinistra. Si entra in un rado boschetto lasciando alla destra una baita in sasso e legno. Si prosegue su ripido sentierino innevato che nel volgere di una decina di minuti conduce ad un gruppo di case. Siamo arrivati all'abitato di Castello (1307 m.s.l.m.)

Si abbandona la strada principale per risalire ripidi pendii sulla sx

Verso il rado boschetto
La baita che lasceremo alla nostra dx


Qui conviene andare a destra, seguendo l'ampia strada che s'incontra appena usciti dal boschetto in prossimità delle case. La strada (che immagino sia asfaltata) va in leggera salita e conduce, nel volgere di pochi minuti, all'uscita di Castello. Si trova infatti il cartello del paese e alcuni cartelli indicatori per Laveggiolo. All'altezza del cartello con la scritta Castello si può o proseguire per la grande strada (asfaltata) che a destra porta, appunto, a Laveggiolo, oppure risalire un'altra stradina che, a sinistra, porta nella parte alta del paese di Castello. Noi abbiamo optato per questa soluzione. Nel volgere di un paio di minuti (anche meno) si arriva nei pressi della chiesa e, volgendo lo sguardo verso l'alto, si vede un gruppo di case. Quelle sono le case di Laveggiolo e quella è la nostra meta.

Nei pressi di Castello
Alle spalle di Paolone la strada da seguire verso Laveggiolo
Da Castello verso Laveggiolo per la scorciatoia (nella direzione
dello scialpinista che si vede nella foto)


Quindi, passando fra alcune case e risalendo alcuni prati ripidi ed innevati, in dieci minuti si arriva a Laveggiolo (1471 m.s.l.m.).
Mi rendo conto che la descrizione testé scritta è piuttosto articolata ed apparentemente confusa. Il concetto è che si deve raggiungere il paese di Laveggiolo. Se lo si fa seguendo la strada asfaltata, la si allunga, ma si arriva. Se lo si fa seguendo alcune deviazioni, si accorcia ma si deve aver chiara in mente qual è la direzione.
Noi, ad esempio, una volta giunti a Castello, siamo passati proprio in mezzo al paesello, dovendo addirittura togliere gli sci in alcuni tratti.
Già poco prima di arrivare a Laveggiolo, alzando lo sguardo in direzione Ovest, si vede, proprio sopra le casette, la vetta del Colombana.

Nei pressi di Laveggiolo, sullo sfondo,
la vetta più a dx destra è il Colombana


Verso Laveggiolo, particolare di salita


Una volta giunti all'abitato di Laveggiolo lo si supera puntando in direzione del fitto bosco di abeti che sorge proprio sopra il paese. Una volta entrati nel bosco, se non ci sono le tracce di salita, è necessario avere un po' di naso e, puntando in direzione Ovest/Nord-Ovest, sempre verso l'alto, destreggiarsi nella macchia seguendo il percorso più logico e più semplice tra gli alberi.

Il prato che precede il percorso nel bosco di abeti
Prima di entrare nella macchia, volgendoci possiamo notare
le ultime case di Laveggiolo


Se si ha l'accortezza di salire sempre in direzione Ovest, nel volgere di una ventina di minuti si noterà che il bosco di abeti inizierà a diradarsi e lascerà spazio ad un bosco di larici che, mano a mano che si sale, diverranno sempre più radi fino a lasciare spazio solo ad alcuni cespugli. Si noteranno anche alcuni resti di quelle che un tempo erano le Baite Bugione. Siamo a quota 1815 m.s.l.m.

Giochi di luci e colori dentro il bosco di aghifoglie. Se la traccia non è
battuta, qui, può risultare ostico trovare il percorso
Al termine dell'abetaia s'incontra il bosco di larici.
Qui il percorso da seguire è abbastanza loico. Mano a mano che
si sale i larici diventano sempre più radi

Ora siamo in vista della spalla occidentale del Monte Colombana. A guardarla da qui si direbbe che questa sia la cima. Invece si tratta solo dell'anticima. In circa 20-30 minuti si arriva sull'anticima (2245 m.s.l.m.) e, appunto, si avrà la conferma che per arrivare in vetta al Colombana manca ancora un bel pezzo di elegante cresta.

Al termine del bosco di larici si vede l'anticima del Colombana
Paolone nei pressi dell'anticima (2245 m.s.l.m.)


Molti preferiscono fermarsi all'anticima perché, soprattutto se le condizioni della neve sono ostiche, la lunga cresta che porta in vetta al Colombana può essere insidiosa.
Se in buone condizioni, la cresta non presenta particolari difficoltà, ma richiede comunque attenzione. Noi abbiamo trovato la neve a tratti ghiacciata e qualcuno ha preferito mettere i coltelli.

Paolone all'inizio della cresta

La lunga cresta che porta in vetta al Colombana


L'itinerario, a questo punto, è straordinario. A Nord si nota la Cima della Rosetta, il Monte Olano e, sullo sfondo le Alpi Retiche con i colossi del Badile, Disgrazia, Cengalo, Pizzo Manduino ecc.

In primo piano la Cima della Rosetta, sullo sfondo la piramide rocciosa
è il Pizzo Manduino
Volgendo lo sguardo a sinistra, la nord del Melasc ci accompagna
per tutta la salita in cresta
L'anticima ripresa dalla Cresta


A guardarla, inizialmente, appena si sbuca sulla spalla del Colombana, la cresta non appare particolarmente lunga. Uno strano fenomeno ottico c'induce in errore. Credevo che in pochi minuti l'avrei percorsa. Invece coprirne tutta la distanza fino in vetta mi è costato circa 30 minuti. Ma ne è valsa  assolutamente la pena. Il posto è un tripudio di bellezza. Straordinario.

La lunga cresta ripresa (quasi) dalla cima
Foto di rito in vetta al Colombana (2385 m.s.l.m.)

Discesa: La discesa avviene per lo stesso identico percorso della salita. Mi ritengo un sciatore autosufficiente, nel senso che scendo un po' dappertutto senza grossi problemi, ciononostante quando ho iniziato a percorrere la cresta in discesa, con il suo simpatico vuoto sulla destra e la neve bella duretta sotto le lamine, ammetto che qualche dubbio mi è venuto... Non credo che sia uno di quei posti dove è proibito cadere, ma diciamo che è meglio non provarci... Sicuramente se cade qualcosa di mano su questa cresta, la si ritrova almeno 1000 m. più in basso. Il versante esposto a Sud del Colombana si caratterizza per un bello scivolo iniziale e poi.... non si vede più nulla ma  immagino che ci sia un saltino mica da ridere....
Riassumendo, se avete dubbi incertezze o non ve la sentite, fermatevi all'anticima. Molti scialpinisti lo fanno e possiamo considerarla la cima scialpinistica. In questo modo non si rischia nulla e ci si gode sia la salita che la discesa.

Il Pizzo 3 Signori ripreso dalla Vetta del Colombana


Considerazioni finali: Gita di straordinaria bellezza, soprattutto nella sua parte alta offre dei panorami sulle Orobie, sulle Retiche e sulle Prealpi Lombarde veramente degni di nota. Dato il dislivello, la difficoltà a trovare il percorso, soprattutto nella parte bassa e dentro il bosco, le difficoltà oggettive sulla cresta, ritengo che non sia un percorso adatto ad un principiante. A mio parere, è la classica gita che sa regalare grandi soddisfazioni.


Riferimenti bibliografici:
Cartografia: Grigne, Campelli, Tre Signori, Legnone - carta turistica 1:35.000, 2° ed., Milano 2001, Regione Lomnbardia e APT Lecchese;
Alpi Orobie centro occidentali zone 1/2 - carta dei sentieri e dei Rifugi, 1:50.000, Ingenia Editori (BG), 2002; 
Testi: G. Miotti, G. Selvetti, 282 itinerari di scialpinismo fra alto Lario ed Engadina, Guide dalle Guide, 1998 (Sondrio), p. 158


Sullo sfondo il Disgrazia
La vetta del Colombana dal versante Nord

  

Nessun commento:

Posta un commento