Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11:

Dislivellometro stagione Ski-alp 2014-15: 11.250 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2013-14: 28.750 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2012-13: 16.400 m. (Reports)

Dislivellometro stagione Ski-alp 2011-12: 5.600 m.

Dislivellometro stagione Ski-alp 2010-11: 20.890 m.


lunedì 14 novembre 2011

Via Bucce d'Arancia al Paretone di Arnad

Bassa Valle d'Aosta - Alpi Pennine - Gruppo del Monte Rosa - Corma di Machaby 


Salita effettuata in data 29 ottobre 2011 da Toso e B.C.

Dati tecnici salita:
Avvicinamento: 20 minuti dal parcheggio, si segue l'unico sentiero che sale verso il paretone;
Dislivello di avvicinamento: 100 m. circa;

Dislivello in arrampicata: 300 m circa;
Lunghezze: 9 tiri (gli ultimi due si possono concatenare);
Difficoltà: 5c (5c obb.) come riportato sul cartellino iniziale della via, a mio parere: 5c con passi di 6a;
Soste: attrezzate con spit e catena;
Esposizione: Sud;
Tipo di Roccia: Gneiss;
Materiale: Normale dotazione alpinistica per arrampicata sportiva su via moderna di più tiri (plasir);
Tempo di arrampicata: Abbiamo iniziato ad arrampicare alle 11.00 e siamo arrivati in cima alle 15.00; oltre a non essere stati particolarmente veloci abbiamo anche trovato traffico sulla via. Si tratta infatti di una via piuttosto frequentata;

Itinerario automobilistico: Autostrada TO-AO, uscita Pont-Saint-Martin, seguire la SS 26, superare il Forte di Bard e parcheggiare al posteggio sterrato sito proprio sotto l'evidente placconata del Paretone;
Discesa:  A piedi lungo il sentiero che dalla cima del paretone conduce dapprima al santuario di Machaby e poi, sempre in discesa, su traccia disagevole ma corredata di manufatti tipo cordoni, consente in 40 minuti di ritornare al parcheggio; 
Vie di Fuga: Probabilmente in doppia dalla via.




Attacco: In 20 minuti di camminata si risale il sentiero che conduce al settore centrale del Paretone. Una delle prime vie che s'incontrano (opportunamente segnalata con un cartellino in alluminio) è Bucce d'arancia.


Primo Tiro (5c, 45 m.): Lo Faccio io. Si supera il primo muretto verticale che non oppone particolari difficoltà (5a) poi si prosegue su placca lavorata con direzione leggermente a sinistra. Si arriva nei pressi di un tetto che deve essere superato a sinistra. Proprio sopra il tetto c'è un rinvio che permette di fare il passaggio in sicurezza. Per riuscire a rinviare si trova un'appiglio piccolo ma utile proprio sulla destra del tetto stesso. Quindi con la mano sinistra si riesce a rinviare. Se non si approfitta di questo appiglio si è costretti a fare il passaggio senza essere protetti ed è piuttosto delicato (5c). Vinto questo tettino le difficoltà rimangono sempre sul 5b e in breve si arriva in sosta.
Secondo Tiro (5c, 45 m.): Lo fa la B.C. La via prosegue decisamanete a sinistra. Superato il primo sbalzo (facile) la via prosegue su una placca liscia e verticale su cui si dirama una bella fessura. Gli spit sono abbastanza vicini, vi è anche, incastonato nella fessura, un vecchio chiodo. La fessura offre, di tanto in tanto, una lama per un'ottima presa con le mani. Per oltre 10 metri si prosegue con un'arrampicata per niente banale che a mio parere non è mai inferiore al 5c. Si giunge, infine, al termine della placca ove, sulla destra si trova un muretto molto lavorato che è da superare con un movimento atletico (5b).Subito dopo si arriva in sosta.
Terzo Tiro (5c, 35 m.): Lo faccio io. La lunghezza inizia con un deciso traverso a destra piuttosto esposto. Conviene rimanere bassi e sfruttare per i piedi una comoda cengetta. A dire il vero per le mani c'è ben poco, ma i piedi sono sempre in un ottimo appoggio. Il vuoto dietro alle spalle, però, alza un po' il grado... Direi che questo traverso può essere sul 4c, 5a. Alla fine del traverso la via prosegue verticalmente d'apprima con movimenti delicati su placca lavorata (5c) e successivamente su vere e proprie gradinate di gneiss (4c) fino alla sosta.
Quarto Tiro (4a, 30m.): Di competenza della B.C. La lunghezza si sviluppa su uno spigolo che è lo stesso del quarto tiro di Tike Saab. non presenta particolari difficoltà, direi che siamo sul 5 a, e neppure parecchie emozioni. Si arriva su una cengia terrosa e boschiva, alla fine della quale si trova la sosta.
Quinto Tiro (5c, 40 m.): Lo faccio io. Credo sia il tiro chiave della via, non tanto per la difficoltà, quanto per la sua peculiare caratteristica. Dopo una facile placca iniziale (5a) in cui ci si deve tenere sulla destra, ci si trova davanti ad un diedro non banale. Ci si deve saper destreggiare tra la placca liscia d'aderenza di sinistra e il muretto ben appigliato di destra. Personalmente non sono riuscito ad interpretare nel giusto modo questo  passaggio e quindi ho tirato pressoché tutti i rinvii. Non è difficile, ma è da capire... Mi piacerebbe rifarlo, magari da secondo...Si sosta su una cengia erbosa.
Sesto Tiro (5c, 45 m.): Lo fa la B.C., poi si ferma a metà tiro, recuperando su una betulla. Il passaggio chiave è proprio all'inzio. Si tratta di una bella placca lavorata che offre minuscoli appigli per le mani e pochi appoggi per i piedi. Molto delicato... Qualche relazione lo grada 6a... potrebbe essere...  Le difficoltà poi si abbattono (5b) fino a quando si supera una cengia ove ci sono alcuni alberi (tra i quali anche una betulla). Dopo la via ritorna a regalare qualche passaggio difficile (5c- 6a) fino alla sosta su una cengia.
Settimo Tiro (5b, 40 m.): Fino alla fine tiro io da primo. La lunghezza prosegue abbastanza in verticale senza particolari emozioni.
Ottava Lunghezza (5a, 15m.): Si tratta sostanzialmente di un traverso fino alla sosta successiva. Non ci sono grossi problemi. Volendo (ed io e la B.C. abbiamo fatto così) si può concatenare con il tiro successivo.
Nono Tiro (5b, 35 m.): Anche questa lunghezza non oppone particolari difficoltà. La si beve in un attimo. Si può tranquillamente ignorare la sosta ed arrivare fino alla fine della placconata ove si trova altre soste o spuntoni ove recuperare il secondo.


Considerazioni finali: Via molto bella  e di soddisfazione, non particolarmente difficile, ma da non sottovalutare. A mio parere in ogni tiro c'è almeno un passaggio delicato che esige attenzione. 


Riferimenti Bibliogarfici:
Pubblicazioni:
J. von Kanel, Plasir sud, Edition Filidor, Reichenbach (CH), 2003, p. 72

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